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La Stampa, 2 maggio 2020


I detenuti hanno aggredito gli agenti di sicurezza e tentato la fuga dalla prigione di Guanare (450 km da Caracas). Oltre 40 reclusi del carcere venezuelano di Los Llanos a Guanare, nello Stato centrale di Portuguesa, sono morti ieri durante una rivolta che aveva come obiettivo provocare una fuga di massa, sventata dalla sicurezza.

Lo riferisce il quotidiano El Universal. Nella sua pagina online il giornale, citando fonti militari, indica che in mattinata i detenuti hanno creato "una situazione irregolare" che ha richiesto l'intervento del direttore, Carlos Toro, e della comandante delle forze di sicurezza del carcere, Escarlet González Arenas.

Coltelli e bombe a mano - Una volta sul posto, i due sono stati attaccati e feriti con una bomba a mano ed armi da taglio dai reclusi che hanno poi tranciato le reti di protezione, per poter di uscire. È entrato quindi in azione il gruppo "Los Manchados" che si è scontrato senza successo con gli agenti, in un incidente che ha avuto un bilancio di 44 detenuti morti e 50 persone ferite.

Il sovraffollamento - Secondo l'ong Observatorio Venezolano de Prisiones, il carcere di Guanare è stato progettato per ospitare 750 prigionieri ma oggi sono 2500 le persone dietro le sbarre. In tutto il Venezuela ci sono circa 500 carceri con una capacità totale di 110mila detenuti. Più volte Human Rights Watch ha denunciato che gli istituti penitenziari sono sovraffollati e controllati da gang che trafficano droga e armi.