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di Sara Gandolfi

Corriere della Sera, 9 gennaio 2026

Gasperin e Pilieri sono stati appena liberati. Adesso l’attesa per almeno altri 26 connazionali. Alberto Trentini è il nome più conosciuto fra gli italiani tenuti prigionieri per mesi nelle carceri venezuelane. Oltre a lui, altri 27 connazionali, alcuni con doppio passaporto italo-venezuelano, hanno subito l’arresto, quasi sempre arbitrario, sotto il regime di Nicolás Maduro. Le loro storie e le loro “colpe” sono diverse: finiti dietro le sbarre perché coinvolti in attività politiche o professionali considerate “ostili”, o semplicemente perché hanno espresso opinioni contrarie al regime.

Nel famigerato El Helicoide, l’abnorme struttura carceraria che Donald Trump ha definito “una camera di tortura nel centro di Caracas”, nota per essere il teatro dei brutali interrogatori del Servizio di intelligence Sebin. Da lì, ieri, sono usciti i primi prigionieri. Tra loro panche Biagio Pilieri, figlio di immigrati siciliani, ex sindaco del comune di Bruzual, arrestato il 28 agosto 2024 per le sue attività politiche. È poche ore prima di lui è stato scarcerato l’imprenditore Luigi Gasperin, che in passato aveva gestito numerosi appalti della compagnia petrolifera di Stato. E si spera per Mario Burlò, che era partito da Torino nel 2024 per andare a caccia di nuove opportunità imprenditoriali in Venezuela. Non è più tornato. “Non lo vedo dal novembre 2024”, ha detto la figlia in un’intervista al Corriere Torino, affermando di essere riuscita a parlare con lui soltanto lo scorso ottobre, in una telefonata molto breve. “La conversazione era controllata. Sentivo in sottofondo una voce che in spagnolo diceva: “Tres minutos, dos minutos, un minuto màs...”“. Il tempo di dirsi “quanto ci mancavamo”.

Hugo Marino è l’italo-venezuelano che da più anni langue nelle carceri del regime. Scomparso nel 2019, per lungo tempo non è riuscito a comunicare con la sua famiglia. Daniel Enrique Echenagucia, imprenditore di Avellino, fu invece arrestato con la famiglia il 2 agosto 2024. I parenti vennero rilasciati dopo poco, lui è rimasto desaparecido per varie settimane prima della sua ricomparsa nel carcere di El Rodeo, lo stesso di Trentini. Fiato sospeso anche per Gerardo Coticchia Guerra, Juan Carlos Marruffo Capozzi e Perkins Rocha.

Evento impensabile fino a qualche giorno fa, ieri Viva la Ucv, “media informativo” del Movimento studentesco venezuelano e dell’Universidad Central de Venezuela, il più importante ateneo del Paese, ha salutato su X la liberazione della “nostra professoressa Rocío San Miguel, attivista per la difesa dei diritti umani... Non avrebbe mai dovuta essere detenuta solo perché pensa in modo differente!”. Con doppio passaporto, venezuelano e spagnolo, Rocío è la presidente della Ong Controllo Cittadino per la sicurezza, esperta di questioni militari e collaboratrice di diversi giornali internazionali: era stata arrestata all’inizio del 2024 con l’accusa falsa di cospirazione. Ancor più incredibili le storie degli altri quattro spagnoli liberati. Come Andrés Martínez Adasme e José María Basoa, due giovani di 32 e 35 anni, partiti dai Paesi baschi con l’idea di trascorrere una vacanza avventurosa in Amazzonia. Sono stati arrestati dopo le elezioni fraudolente del luglio 2024, come Trentini, con l’accusa di essere agenti dell’intelligence spagnola e di far parte di una cospirazione internazionale, organizzata dalla Cia, per assassinare Maduro.