di Cristina Pastore
La Stampa, 22 settembre 2025
Successo per la sfilata organizzata nel carcere di Pallanza. Il progetto è stato sostenuto dal Comune di Omegna. Scroscio di applausi per Michele al termine di una sfilata che ha avuto come protagonista la sua creatività e la voglia di ricominciare. Attorniato da modelle di tutte le età, e di nazionalità diverse, con gli occhi pieni di gioia trasmetteva l’entusiasmo che ha coinvolto altri due detenuti. Con lui sono i sarti del laboratorio “L’ago della libertà”, iniziativa di rieducazione e inclusione del carcere di Verbania.
Con una convenzione con il Comune di Omegna e l’associazione cusiana Mastronauta è nato il progetto “Rivesto”, che lega il valore riabilitativo della pena con quello di un’economia circolare che combatte gli sprechi. A disposizione del creativo Michele, che ha fatto da maestro di taglio e cucito ai compagni di penitenziario, sono stati messi abiti da rigenerare, che a lavoro finito sono stati presentati a una platea da tutto esaurito sulla passerella allestita in uno dei cortili del carcere di Pallanza. A indossarli, con sbarazzina simpatia, tante volontarie che supportano la comunità carceraria, di cui la portavoce è la garante cittadina dei detenuti Silvia Magistrini.
Sette le uscite: la prima di cento gonne cucite da Thomas, la seconda di jeans, la terza di indumenti casual e a seguire una di capi spalla, due di abiti, da giorno e da sera, con un gran finale a sorpresa. “Il futuro, credetemi, è un gran simpaticone, regala sogni facili a tutte le persone” è stato il verso di Gianni Rodari che l’assessore omegnese Mimma Moscatiello ha fatto incidere su una targa che ha consegnato agli ideatori dell’evento. “È stata una scommessa, fuori dagli schemi, nata conoscendo Michele, e che innesca un circolo virtuoso, perché parte di quanto raccolto con questo evento di beneficenza sarà dato all’associazione che gestisce il teatro sociale di Omegna” dice Moscatiello.
La direttrice del carcere Claudia Piscione ha ricordato i tanti che hanno contribuito, tra cui l’associazione Camminare insieme, la Ciurma, l’oratorio don Bosco di Pallanza, la San Vincenzo di Trobaso, gli enti di formazione Casa di carità arti e mestieri, il Formont e l’Enaip di Omegna, la coop Il Sogno. A corollario della passerella ci sono stati intrattenimenti con vari artisti. “Questo momento è la dimostrazione che si può fare: che attività in sicurezza sono una via percorribile” ha detto il provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria Mario Antonio Galati. Il magistrato del Tribunale di sorveglianza Maria Criscuolo ha sottolineato come la casa circondariale di Verbania in questo senso sia un esempio. “La collaborazione, non scontata, della polizia penitenziaria è stata fondamentale” ha evidenziato la direttrice Piscione ringraziando gli agenti, il comandante Valeria Antonella De Iaco e il vice Simone Paolucci.











