di Cristina Pastore
La Stampa, 5 settembre 2026
L’uomo aveva 57 anni, era originario di Bari e avrebbe terminato di scontare la pena nel 2042. Tutto si è consumato in un quarto d’ora e non c’è stato modo di salvare il detenuto di 57 anni, nel 2025 trasferito alla casa circondariale di Pallanza dal carcere napoletano di Poggioreale. Si è strangolato stringendosi attorno al collo uno strofinaccio. Lo ha fatto nel bagno della cella attorno alle 4 dell’altra notte. “Era una persona che non ha mai destato preoccupazione. Dalle visite con gli psichiatri, dai colloqui con gli psicologi, dal rapporto con gli educatori non è emerso niente che potesse far supporre intenzioni autolesionistiche o comunque di forte stato depressivo - riporta la direttrice del carcere Claudia Piscione -. Fino alle 3 è rimasto sveglio a parlare con un compagno di cella. Anche lui molto scosso per quanto accaduto, perché niente di quello che si erano detti lo avrebbe indotto a pensare che da lì a qualche istante avrebbe compiuto un gesto estremo”.
“Sappiamo però che era molto addolorato: era stato raggiunto dalla notizia del decesso di un ex compagno di cella, con cui aveva legato in modo particolare, e che era stato trasferito ai domiciliari per gravi motivi di salute” aggiunge Piscione, che riferisce che il reparto in cui si trovava il cinquantasettenne, originario di Bari con fine pena nel 2042, non è in sovraffollamento. È quello che rientra nel circuito di sicurezza, dedicato a detenuti da proteggere, e che a Verbania ha 19 posti. Fino all’altro ieri erano 18, anche se da recenti disposizioni ministeriali potrebbe arrivare a 24. Attualmente i reclusi a Pallanza sono 82, nella media degli ultimi anni. “Siamo a disposizione per qualsiasi accertamento ministeriale e della magistratura” riporta Piscione, che a scavalco è anche reggente del più grande carcere di Aosta. Quello di Verbania, dove negli ultimi decenni nessun suicidio si era verificato, ma alcuni sono stati sventati, si distingue per progetti educativi e di economia carceraria per l’inclusione e il reinserimento sociale dei detenuti. Nei giorni scorsi un altro suicidio è avvenuto nel carcere di Biella. “Con il 30% di polizia penitenziaria in meno negli istituti di pena continueremo ad assistere a drammi inaccettabili” dichiara Leo Beneduci, segretario del sindacato Osapp. A Verbania gli agenti sono 39, stando all’organico previsto ne mancano una decina.









