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di Cristina Pastore


La Stampa, 1 dicembre 2020

 

È tornata la calma nelle celle dopo l'incontro dei detenuti con il comandante della polizia penitenziaria. Per un'ora ininterrottamente venerdì sera hanno sbattuto pentole e mestoli contro le inferriate delle celle. Una situazione che nel tranquillo carcere di Verbania non si era mai verificata. È stato un modo per i detenuti per richiamare l'attenzione sulla loro richiesta. Vogliono tornare a incontrare i familiari, che prima dell'emergenza Covid potevano far visita loro una volta alla settimana. Il rumore, forte e persistente, della protesta è arrivato anche alle case e ai condomini che stanno attorno alla casa circondariale di via Castelli a Pallanza.

L'allarme tra i cittadini - In molti, allarmati, si sono chiesti che cosa stesse succedendo dentro la prigione. I detenuti hanno desistito dal manifestare il loro dissenso contro la misura adottata per abbattere il rischio di trasmissione del virus all'interno delle comunità carcerarie solo dopo aver parlato con il coordinatore della struttura.

"Ci siamo confrontati a lungo, ho spiegato le ragioni per cui dobbiamo al momento mantenere questa precauzione" analizza il comandante Domenico La Gala, che si occupa anche del carcere di Ivrea oltre a quello di Verbania. "Revocare il divieto non è nelle nostre possibilità: è una disposizione del governo e del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. Durante l'estate, con la netta riduzione dei contagi, eravamo tornati gradualmente ad ammettere le visite in presenza - spiega il commissario - ma con l'esplosione della seconda ondata sono state nuovamente sospese. Sono concesse, in alcuni casi anche più volte alla settimana, le videochiamate".

Sono 65 i detenuti - La protesta di venerdì sera è una delle tante inscenate in questi giorni in diverse carceri italiane. La casa circondariale di Pallanza ha una capienza di 88 posti: al momento è occupata da 65 detenuti. "A Verbania attualmente non ci sono problemi di sovraffollamento - sottolinea il commissario La Gala - e già da marzo ci siamo organizzati con un reparto dedicato all'isolamento di chi si scopre positivo al virus. Abbiamo anche lo spazio per celle singole nel caso qualcuno sviluppi sintomi sospetti e vada tenuto separato dagli altri in attesa dei tamponi". Il personale adibito al carcere di Verbania è di 50 unità: impiegati amministrativi e soprattutto agenti di polizia penitenziaria che si stanno sottoponendo a screening con i test rapidi.