di Vincenzo Amato
La Stampa, 27 maggio 2025
Comune di Omegna, Mastronauta e carcere di Pallanza hanno siglato un accordo sperimentale. Nel laboratorio “L’Ago della libertà” saranno recuperati vestiti che poi verranno messi in vendita. Solidarietà, creatività e speranza. È il progetto Ri-Vesti, il laboratorio di riuso di abbigliamento usato che con fantasia viene reimmesso sul mercato. Protagonista la casa circondariale di Verbania attraverso il laboratorio sartoriale “L’ago della libertà”. È un’iniziativa che si deve al Comune con l’associazione Mastronauta e i detenuti verbanesi. L’idea è nata dopo le felici esperienze che il carcere di Pallanza ha avuto con i corsi di arte bianca (cucina e biscottificio), e adesso con i capi di abbigliamento dismessi che possono avere una seconda vita.
Non una semplice riparazione. I capi saranno infatti rinnovati. “È una proposta che stava maturando da tempo e in sintonia con i valori che sono la base della Costituzione e vuole dare a tutti una nuova opportunità - dice l’assessora Mimma Moscatiello che ha firmato l’accordo -. In questi giorni in cui Mastronauta sta effettuando il Baratto, c’è chi porta i propri vestiti e ne prende altri. Noi abbiamo pensato di coinvolgere i detenuti di Verbania che hanno il laboratorio di sartoria. Abbiamo trovato nella direzione del carcere, e in particolare nella direttrice Claudia Piscione Kivel Mazury e nei giovani di Mastronauta Andrea Ruschetti, Alessandra Alessi e Elena Bini, disponibilità ed entusiasmo. Così abbiamo dato vita al progetto Ri-Vesti con la firma di un protocollo”.
Il meccanismo è semplice. Mastronauta si impegna a raccogliere e consegnare i vestiti dismessi, come nel caso del “Baratto” di questi giorni, al carcere che a sua volta li seleziona. Poi nella loro sartoria saranno trasformati in abbigliamenti totalmente nuovi. “Abbiamo sposato in pieno la proposta di Moscatiello e del Comune perché alla base c’è appunto la solidarietà - racconta Ruschetti -. Due nostre socie, Elena e Alessandra, hanno da tempo pensato a come rimettere in circolo abiti che diversamente sarebbero stati buttati via. Invece, con i detenuti, torneranno a essere indossati”.
L’impegno dei negozianti - Adesso il testimone passa alle attività commerciali, a partire dai negozianti di Omegna che dovranno non solo metterli in vetrina, ma in vendita. La stessa operazione la farà Mastronauta attraverso il proprio “Botteghino”. L’accordo è sperimentale, fino al 31 dicembre 2026, ma è prorogabile se i vestiti made in “L’ago della libertà” daranno risultati positivi. L’amministrazione comunale promuoverà l’iniziativa, mentre Alessi e Bini daranno insieme a Ruschetti e agli altri artisti di Mastronauta il loro contributo nel disegnare abiti.











