di Simona Rolla
vercellinotizie.it, 12 novembre 2019
Scade il 25 novembre, il bando pubblicato dalla Regione Piemonte, rivolto ai Comuni, per attivare i cantieri di lavoro per persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale. Il Nodo Provinciale di Vercelli, Rete regionale contro le discriminazioni in Piemonte, istituito da Provincia di Vercelli, in collaborazione con Ires, con il Garante dei detenuti, con il direttore della casa circondariale di Vercelli e referente della Uepe (Ufficio Esecuzione penale esterna), particolarmente sensibili al tema discriminazioni, propone (soprattutto ai piccoli Comuni, con poche risorse economiche) la possibilità di partecipare a questo bando, così da favorire i detenuti nella possibilità di riscattarsi e alle cittadine di avere attivo un cantiere per la pulizia delle strade, la manutenzione del verde.
L'iniziativa è stata presentata ieri (lunedì 11 novembre) a Vercelli nella sede della Provincia. "È una misura importante - spiega Lella Bassignana consigliera di parità e referente del nodo che ha organizzato l'incontro - Vogliamo dare la possibilità a Enti pubblici, Comuni, Unioni di Comuni, di poter supplire alla mancanza di personale per svolgere attività di manutenzione ordinaria della "cosa comune" e nel frattempo offrire una possibilità ai detenuti di reinserirsi nel mondo lavorativo e della legalità".
"Tra le tante iniziative a cui abbiamo aderito come Provincia, c'è anche a questa - interviene Eraldo Botta, presidente della Provincia. È più un discorso di umanità che economico. È vero che alcune spese sono a carico del Comune, ma si offre la possibilità a queste persone di tornare a vivere, altrimenti, senza un'opportunità di inserimento, finirebbero sempre di più nella rete della delinquenza".
"Conviene per entrambe le parti - ha affermato l'assessore regionale Roberto Rosso - dare la possibilità a queste persone di potersi integrare attraverso questo tipo di percorso. Il lavoro crea un itinerario preventivo che permette al detenuto di staccarsi dal mondo del crimine e a sensibilizzare l'opinione pubblica nei suoi confronti". "Una misura ordinaria - interviene Bruno Mellano, garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale - che si alimenta con i finanziamenti.
A breve verrà attivato in Piemonte uno sportello lavoro in carcere (unico in Italia, per ora solo per persone maggiorenni). Si tratta di uno strumento di politica attiva del lavoro, per dare la giusta formazione, attraverso corsi specifici e tirocini".
"Comune e Provincia - interviene Roswita Flaibani, garante dei diritti delle persone private della libertà personale - fanno ampiamente la loro parte, ma spesso ci si scontra su alcune tematiche. Ad esempio: in che modo viene portato il detenuto dal carcere alla destinazione per il lavoro. Sono convinta che bisogna aiutare i piccoli Comuni a trovare le risorse anche per questo".









