di Andrea Zanello
La Stampa, 24 giugno 2019
Pranzo preparato per le autorità: l'esame di qualifica dopo il corso seguito con l'Alberghiero di Gattinara. La croccantezza e la ricchezza del tomino fritto opposto alla leggerezza della zucca accompagnata alla burrata, per passare poi alla freschezza di un gazpacho con riso Carnaroli e chiudere con la golosità di una sfogliata con salmone.
Che languorino: roba da alta cucina, viene da pensare. Ed è solo l'aperitivo del pranzo preparato dai detenuti della casa circondariale di Vercelli che hanno sostenuto l'esame di qualifica dopo avere seguito il corso di studi dell'istituto alberghiero Mario Soldati di Gattinara. Dal 2004 la scuola ha attivato le lezioni con un progetto coordinato dal professor Paolo Baltaro. Facendo i conti, tra trasferimenti in altri penitenziari e rilasci per fine pena, in questi anni si sono diplomati decine di detenuti alla casa circondariale di Biliemme.
Giovedì scorso l'ultima classe ha preparato un pranzo, guidata dal professor Lucio Salvatore. Oltre al ricco aperitivo, dalla cucina del carcere sono usciti per gli oltre venti commensali un'insalata d'orzo con clorofilla di rucola e una sfoglia con gelato e frutta di stagione. "Ragazzi, ricordatevi che qui siete giudicati solo come persone", è stato il messaggio ai detenuti che hanno sostenuto l'esame di qualifica.
Ad accogliere i partecipanti la direttrice del carcere Antonella Giordano. Il preside dell'istituto alberghiero Alberto Lovatto ha presentato l'attività mentre l'arcivescovo Marco Arnolfo ha benedetto il pranzo ricordando l'importanza "di avere cura di ogni fratello". Presenti anche esponenti di Coop, Donne Riso e Assopace che hanno dato importanti contributi per il progetto. Quattro dei detenuti che hanno seguito e terminato il corso andranno a lavorare nelle cucine del carcere. Un quinto sarà trasferito a Verbania dove lavorerà all'interno del progetto di formazione per detenuti "Banda Biscotti".










