di Andrea Zanello
La Stampa, 19 agosto 2024
I numeri e le criticità del penitenziario e il lavoro del personale. Un’aggressione a diversi agenti di polizia penitenziaria ad opera di un detenuto: erano intervenuti per disarmarlo e impedirgli di ferirsi con lame rudimentali. L’uomo si era ubriacato ricavando l’alcol in cella dalla macerazione della frutta. Poi una protesta che ha visto alcuni carcerati rifiutarsi di rientrare in cella. È la cronaca dell’ultima settimana all’interno del carcere di Vercelli. I sindacati di categoria lanciano ciclicamente appelli ed allarmi invocando risorse dall’alto a salvaguardia del personale di polizia penitenziaria che si ritrova a lavorare sotto organico. Una situazione resa ancora più difficile, in questa estate torrida, in una struttura che ha bisogno di interventi. Un intero piano è attualmente oggetto di lavori ma l’edificio ha diverse criticità. A partire da numerosi infiltrazioni, acuite nelle scorse settimane da una bomba d’acqua che ha colpito la zona del carcere provocando l’allagamento di un reparto. La pioggia caduta all’interno delle celle aveva animato un’altra protesta da parte della popolazione carceraria.
In totale attualmente la struttura di Billiemme ospita 264 detenuti a fronte di una capienza di 351 unità, anche grazie a trasferimenti avvenuti ultimamente che hanno portato i numeri a non definire il carcere sovraffollato come invece spesso era fino a pochi mesi fa. A Vercelli la maggior parte dei detenuti è carcerata per reati legati alla droga: Marocco, Tunisia, Albania, Senegal e Algeria sono le nazionalità più presenti tra 113 stranieri carcerati. L’età media dei detenuti comuni è di 35 anni. “Il carcere di Vercelli - aveva spiegato Pietro Oddo, garante dei detenuti della Città di Vercelli - ha un sovraffollamento del 150%”, negli scorsi mesi dopo aver organizzato insieme alla Camera Penale di Vercelli un paio di manifestazioni per raccontare la situazione del carcere cittadino e tenere alta la tensione sull’emergenza suicidi. Tutto questo a fronte di un personale sotto organico, nonostante le ultime assegnazioni ministeriali: a Vercelli sarebbero previsti 186 agenti di polizia penitenziaria ma ne lavorano 164, dei 45 tra ispettori e sovrintendenti previsti ne sono in servizio 11. Sicuramente meglio l’area educatori: i 4 posti assegnati vedono tutti i lavoratori in servizio full time.
“Abbiamo percepito un grande lavoro di tutto il personale del carcere vercellese - ha detto Filippo Blengino, tesoriere dei Radicali che ha visitato sabato pomeriggio il carcere di Billiemme all’interno di un tour per tutta Italia all’interno dei penitenziari per verificarne le condizioni -. Penso che sia anche merito loro se a Vercelli non si sono registrati suicidi”. Fino allo scorso luglio ne erano stati sventati 3, nel 2022 i tentativi erano stati 4, l’anno scorso si era arrivati a 7. I rischi però, secondo il tesoriere dei radicali, sono alti dopo quanto ha verificato. Oltre a 60 detenuti tossicodipendenti, 14 sottoposti a terapia metadonica, ci sono 100 pazienti psichiatrici. “Sono presenti moltissime persone con disturbi psichiatrici: 30 detenuti a settimana sono sotto osservazione per il rischio suicidio. Dovrebbero stare altrove. Nel carcere di Vercelli su 264 detenuti ben 168 sono sottoposti a farmacologia per disturbo psichiatrico: è una cifra esorbitante. Anche qui manca la capacità di insistere su iniziative per riempire la giornata delle persone. La gente sta tutto il giorno a letto a fissare il vuoto: questo aumenta il rischio di patologie psichiatriche”. Della popolazione carceraria vercellese, 131 detenuti lavorano (120 come dipendenti dell’amministrazione), altri 39 hanno intrapreso un percorso di studi, dai corsi di alfabetizzazione a quelli universitari.











