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di Andrea Zanello

La Stampa, 23 aprile 2023

Protesta in carcere a Vercelli, dove venerdì sera un centinaio di detenuti si è rifiutato di rientrare in cella. La conferma arriva dall’Osapp, organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria. La protesta, scrive l’Osapp “è iniziata venerdì sera, quando i detenuti si sono rifiutati di rientrare nelle loro celle e hanno iniziato a protestare sbattendo ripetutamente pentolame contro le inferriate. Secondo alcune fonti, la protesta sarebbe motivata dalle nuove disposizioni impartite dalla direzione del carcere, non gradite ai detenuti”. Da una decina di giorni la casa circondariale di Vercelli ha una nuova direttrice, Caterina Ciampoli, in arrivo dalla Toscana.

Con il passare delle ore la situazione è rientrata. Si è attivato anche il ministero della Giustizia. A Vercelli ieri mattina è arrivata il Provveditore regionale dell’Amministrazione Penitenziaria Rita Russo per verificare la situazione. Durante la protesta però i trasferimenti di detenuti in arrivo sono stati bloccati.

La popolazione carceraria a Biliemme, allo scorso 20 marzo, era di 291 persone, 263 uomini e 28 donne “quando la capienza regolamentare si attesta a 205 uomini e 22 donne”, ricorda Bruno Mellano, garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale. La provincia intanto è ancora in attesa della nomina del Garante delle persone private della libertà personale dopo le dimissioni di Manuela Leporati presentate nei primi mesi dell’anno.

“In generale - ha detto Mellano - occorre rilanciare un’azione coordinata fra istituzioni e territorio per dare concrete occasioni formative e lavorative ai detenuti, per incidere sulla recidiva e sui fenomeni di autolesionismo e suicidio. Non solo: la sanità penitenziaria è in difficoltà, serve avviare davvero e subito l’ipotizzata progettualità di riorganizzazione e ristrutturazione degli spazi sanitari, lavori da fare in condivisione fra amministrazione penitenziaria e Asl”.