di Beatrice Branca
Corriere Veneto, 2 gennaio 2024
Da cinque anni, nella provincia di Verona, la maggior parte dei richiedenti asilo sono sprovvisti di STP, la tessera sanitaria degli Stranieri Temporaneamente Presenti. Non possono accedere al sistema sanitario nazionale per ricevere le cure e l’unica opzione è rivolgersi al Cesaim il Centro Salute Immigrati. Questa associazione offre da 30 anni un servizio di cure mediche a chi non ha la tessera sanitaria. Nel 2023 le prestazioni effettuate sono state circa 7mila e la maggior parte degli utenti erano proprio richiedenti asilo. In media sono state visitate tra le 15 e le 60 persone ogni giorno. Rispetto al 2022 gli accessi sono aumentati del 10%, un dato che però non stupisce visto che sono aumentati gli arrivi in Italia, e quindi anche a Verona, sia dalla rotta mediterranea che da quella balcanica.
“Dal 2018 i richiedenti asilo aspettano anche tanti mesi prima di ricevere la STP - spiega Gianfranco Rigoli, presidente del Cesaim -. Basti pensare che l’anno scorso la possedevano solo in 40 su 1.189. Questo perché c’è un’interpretazione più restrittiva della normativa nazionale nella provincia di Verona. Manca omogeneità a livello regionale e stiamo cercando di intervenire con le istituzioni attraverso la Rete Veneta della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni. Vogliamo tutelare soprattutto i soggetti più fragili come le persone con dipendenze, chi viene dimesso dal pronto soccorso e deve fare delle visite specialistiche, i minori e le donne in gravidanza. Stiamo infatti cercando di istituire con la prefettura un protocollo affinché le pratiche per la STP vengano accelerate almeno per le donne che rischiano altrimenti di ricevere la tessera quando ormai hanno partorito”. Oltre ai richiedenti asilo il Cesaim, con i suoi 80 volontari tra infermieri e medici specializzati, assiste anche persone senza fissa dimora, gli irregolari senza visto e chi è rimasto senza tessera sanitaria perché ha perso la residenza o il lavoro pur avendo un permesso di soggiorno ancora regolare.
La sede dell’associazione di trova al Palazzo Sanità ed è stata messa a disposizione dall’Ulss 9 che fornisce anche una parte di medicinali oltre a quelli donati dal Banco Farmaceutico. Tra i medici volontari ci sono quelli generalisti e gli specialisti in diabetologia, ginecologia, cardiologia, pediatria, ortopedia, dermatologia e psichiatria. Le patologie più comuni sono la scabbia e le malattie respiratorie. In aumento ci sono però anche i casi psichiatrici che sono legati all’esperienza traumatica della migrazione e alle violenze subite nelle carceri in Libia o in altri Paesi.









