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di Elisa Innocenti

 

L'Arena, 23 aprile 2015

 

Oggi i reclusi sono 630 contro una capacità di 600 Preoccupa l'aumento di quelli legati al gioco d'azzardo. Copertura del tempo fuori cella, più spazi per attività ricreative e aiuto nel mantenere i rapporti affettivi. Queste le urgenze non rinviabili per il carcere veronese, secondo la relazione del Garante per i diritti dei detenuti, Margherita Forestan, presentata ieri in quinta commissione consiliare, presieduta da Antonia Pavesi.

La. relazione, che sarà poi portata in Consiglio, relativa al 2014, tratteggia un quadro tutto sommato positivo della situazione nella casa circondariale di Montorio, che ha visto negli ultimi anni quasi dimezzare il numero dei detenuti, che a ieri contava un totale di 638 persone, a fronte di una capacità massi ma di 600. "E stiamo lavorando per rendere agibili in tempi brevi nuove celle", precisa Forestan. Nel 2013 i detenuti erano stati 829.

"Tra i motivi principali di

questa diminuzione le nuove misure attuate dopo la condanna dell'Italia da parte della Corte di Strasburgo per le condizioni delle carceri italiane", prosegue la Garante, "la cancellazione dell'equiparazione tra droghe pesanti e leggere, che ha portato alla revisione di molte condanne, l'aumento di giorni di liberazione anticipata per buona condotta e l'aumento dei domiciliari come misura alternativa al carcere".

Ogni detenuto costa in media allo Stato 150 euro al giorno. "Ma l'83% di questa spesa è per gli stipendi del personale". Attualmente i detenuti a Montorio sono nel 35% dei casi italiani e nel 65% stranieri, numeri in linea con le percentuali nazionali. "C'è però attualmente un aumento di donne, che sono il 6% della popolazione carceraria veronese, e un preoccupante incremento di detenuti legati al gioco d'azzardo", sottolinea la Garante, "che rubano per poter continuare a giocare o per saldare debiti. Un dato sociale da non trascurare".

Le priorità per il futuro del carcere, secondo Forestan, sono quelle che vanno nella direzione di occupare il più possibile la giornata dei detenuti. "Molti lavorano o vanno a scuola, ma molti no e se passano la giornata in una cella a far niente è difficile che si reinseriscano nella società una volta fuori, ma questo è l'obbiettivo del carcere, mostrare loro un nuovo modello di vita, nel rispetto delle regole, che potranno seguire in futuro". Ma ci sono anche i dati positivi, oltre alla quasi totale scomparsa del sovraffollamento.

"Grazie ai fondi della Fondazione Cariverona abbiamo quasi completato la creazione delle docce nelle celle, che erano già predisposte per averle, ma non erano mai state realizzate. Prosegue poi il progetto Esodo, per il reinserimento nella società con formazione e borse di lavoro". Nel 2014 è stato anche attivato uno sportello di ascolto per le vittime di reato "e Verona è l'unica città italiana ad averlo". Il lavoro del Garante sarà poi semplificato dalla modifica al regolamento che consente un accesso più rapido ai fondi destinati, tutto nella massima trasparenza. La commissione ha approvato la modifica all'unanimità e ora dovrà passare in Consiglio.