di Angiola Petronio
Corriere di Verona, 14 agosto 2024
Tosi, Boscaini e Bisinella (FI): “Manca il lavoro per i detenuti, il Comune si dia da fare”. “Un caldo a cui è impossibile resistere e non riescono a mettere i ventilatori perché mancano le prese della corrente”. Il luogo è il carcere di Montorio e a raccontare le condizioni in cui stanno vivendo i detenuti sono l’eurodeputato e coordinatore regionale di Forza Italia Flavio Tosi, la deputata Paola Boscaini e la capogruppo comunale di Fare! Patrizia Bisinella. “In alcune celle per terra c’è il cemento”, denunciano e chiedono che s’implementi l’occupazione per i detenuti.
Una caienna. Con un sovraffollamento del 182%, dato della camera penale. E che diventa un girone infernale con il caldo. È l’agosto del solleone anche dentro il carcere di Montorio. E ieri lo hanno constatato di persona l’eurodeputato e coordinatore regionale di Forza Italia Flavio Tosi, l’onorevole Paola Boscaini e la capogruppo comunale della lista civica Fare! Patrizia Bisinella, che nella casa circondariale sono andati per l’iniziativa forzista “Estate in carcere”. Hanno visitato la prima sezione Tosi, Boscaini e Bisinella. Ha ripetuto due volte “terribile”, l’onorevole Boscaini, riferendosi al caldo che ammanta le celle di Montorio. “È impossibile resistere e non riescono a mettere i ventilatori perché mancano le prese della corrente”, ha spiegato al termine della visita.
“C’è una grandissima difficoltà strutturale - le sue parole -. Soprattutto c’è difficoltà a far arrivare i soldi per le manutenzioni ordinarie e straordinarie, nonostante le richieste siano state fatte”. E quel caldo asfissiante non è amplificato solo dalla mancanza di prese per i ventilatori, ma anche da un altro problema. “Ho visto tanti pavimenti di cemento, anche nelle celle. In alcune non ci sono le piastrelle. È vero - ragiona la deputata forzista - che i detenuti sono persone che devono scontare una pena, però il carcere dovrebbe avere l’obiettivo di recuperarle. Se tu dai un luogo con queste temperature, in celle piccole dove ci sono dentro tre persone, è logico che poi aumenti la violenza, l’incapacità di sopportazione e si rivoltino”.
Montorio, le cui “emergenze” sono ormai diventate croniche, come quel sovraffollamento che ha portato a 600 detenuti una struttura che ne dovrebbe ospitare 335, o l’età media dei detenuti che si sta vertiginosamente abbassando. O, ancora, la presenza sempre più massiccia di tossicodipendenti o persone con problemi psichiatrici. “L’altra cosa importante, che stiamo affrontando in Parlamento, è che, ad esempio. la metà dei detenuti a Montorio non ha ancora chiuso l’iter processuale e quindi non ha una condanna definitiva. Allora ci si chiede se queste persone debbano veramente stare tutte in carcere”.
Ragionamento, quello di Boscaini, che fa il paio con quanto dichiarato ieri dal ministro della Giustizia Carlo Nordio in un’intervista al Corriere della Sera. “Sulla custodia cautelare tutta la materia va rivista”, le parole del Guardasigilli. Con Tosi e Boscaini che hanno ribadito come “con il decreto carceri aumenterà lo stipendio dei dipendenti, migliorerà la situazione dei medici che operano nei penitenziari e saranno semplificate le procedure per costruirne di nuove o fare interventi strutturali straordinari. Ma ciò che ci rende particolarmente orgogliosi è aver previsto per gli ultra-settantenni, per i malati terminali, per i condannati gravemente ammalati misure cautelari alternative. E questo è stato voluto soprattutto da Forza Italia”.
Non hanno parlato con i detenuti Tosi, Boscaini e Bisinella. Ad accompagnarli tra le celle della prima sezione c’era Claudio Mazzeo, direttore del carcere Due Palazzi di Padova che sostituiva la direttrice della casa circondariale veronese, Francesca Gioieni, in ferie. E il paragone tra i due penitenziari ha dato il “la” a Flavio Tosi e Patrizia Bisinella per apire un altro fronte su Montorio.
“A Padova la maggioranza dei detenuti, o in esterno o all’interno, lavora. Qui lo fanno solo alcune decine su seicento. In questo caso è il Comune che deve fare da cinghia di trasmissione con il territorio. È il Comune che deve chiamare le categorie per creare le opportunità di lavoro”. Tosi e Bisinella che meno di un mese fa in quel carcere hanno fatto arrivare 11 tonnellate di piastrelle per rifare le docce. “In una sezione i lavori sono partiti”, l’annuncio.
Al termine della visita l’inevitabile domanda sui detenuti definiti “vip” della casa circondariale di Montorio e la risposta tranciante di Tosi: “Francamente ci preoccupiamo molto di più degli altri detenuti. Chico Forti? I privilegiati si tengano i privilegi, noi pensiamo alle persone comuni”.











