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di Nicolò Vincenzi

L’Arena, 21 febbraio 2025

Il Garante dei detenuti, Don Carlo Vinco: “L’anno scorso 599 detenuti per 335 posti: in quattro si sono tolti la vita”. Suicidi, aumento della popolazione carceraria e la crescita “preoccupante” delle persone arrestate per reati di natura sessuale. La relazione annuale del garante dei detenuti di Montorio, don Carlo Vinco, tratteggia una situazione che - purtroppo - non è migliorata rispetto all’anno scorso. I detenuti nel 2024 erano 599 (630 quest’anno), nel 2023 invece 530 su 335 posti disponibili. Numeri che continuano a salire. L’andamento dell’anno, ha detto ieri pomeriggio (20 febbraio) don Vinco durante il consiglio comunale, “è stato purtroppo caratterizzato da fatti di gravi criticità che hanno portato il carcere di Montorio alla ribalta nazionale”. E cioè il numero di suicidi in cella: quattro in dodici mesi (sono stati 8 in tutto il Veneto). Tra cui un 25enne. Numero tristemente in linea con il 2023.

Sanità mentale - “Le tragedie”, ha aggiunto il garante, “hanno messo ancora una volta a fuoco il rapporto tra carcere e psichiatria. C’è inadeguatezza nella struttura carceraria per gestire tali problematiche”. I Tso, trattamenti sanitari obbligatori, a Montorio nel 2024 sono stati 17, l’anno prima invece 13. C’è poi la questione specialisti: “Lo psichiatra interno è andato in pensione e l’Ulss ha già proposto vari bandi per l’assunzione ma, per ora, sono andati tutti deserti”.

Criticità infermeria - Ma c’è un’altra situazione critica, quella dell’infermeria: “Tutte le sezioni”, ha detto don Vinco, “sono con numeri assolutamente irregolari, ma la più problematica è la sesta”. L’infermeria, appunto, sempre troppo affollata. Nella casa circondariale di Montorio, tra i 599 detenuti gli italiani sono il 39 per cento. Il sette per cento del totale (42) sono donne. La maggior parte ha tra i 34 e i 24 anni, ma ci sono anche 62 under 24 e tre (tutti uomini) over 70. “Sicuramente”, ha sottolineato il garante, “l’evento più significativo è stata la visita di papa Francesco. Un evento inatteso, chiesto esplicitamente dal pontefice quando si è organizzata la sua visita alla città”. Il 18 maggio Francesco era rimasto a Montorio per diverse ore, pranzando anche con i detenuti.

“Rimane però il problema lavoro, c’è carenza di attività sia interne che esterne al carcere”, ha detto don Vinco. Sono due i progetti avviati, la falegnameria e il forno per dolci e il laboratorio femminile per la produzione di marmellate: “Ma riguardano un numero troppo esiguo di persone rispetto alle necessità”. Poi, sul caso Chico Forti, detenuto proprio a Verona, ha concluso: “Dopo 26 anni mi auguro per lui pene alternative”.