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di Manuela Trevisani

L’Arena, 6 gennaio 2024

Montorio tra le 10 Case circondariali peggiori. Dopo i suicidi, l’associazione in visita: “La manutenzione è buona, ma sono pochi gli spazi. Il tasto più dolente rimane la sanità”. “Verona, con 584 detenuti a fronte di una capienza di 335 posti e un tasso di affollamento del 174 per cento, è tra i dieci istituti penitenziari più affollati d’Italia”. È l’analisi dell’associazione Antigone, che dal 1991 si occupa di carceri, giustizia, diritti umani e di prevenzione della tortura a livello nazionale e che in dicembre ha fatto tappa al carcere di Montorio. “Gli stranieri sono circa il 60 per cento dei presenti e il carcere ospita anche 40 donne detenute. Si tratta di un istituto complesso, con varie tipologie detentive. Oltre al reparto femminile infatti c’è anche una sezione per detenuti protetti e una articolazione per la salute mentale”.

Pochi spazi detentivi - I volontari che hanno visitato la casa circondariale veronese spiegano come l’hanno trovata. “Confrontato con altri istituti la struttura versa in condizioni di manutenzione adeguate, ma scarseggiano gli spazi detentivi”, sottolinea l’associazione. “Le celle, di circa 10 metri quadri, bagno escluso, hanno spesso tre o quattro brande all’interno, anche quando ospitano due sole persone, di fatto riducendo drasticamente lo spazio calpestabile. E le presenze stanno crescendo”. Antigone ricorda i tre recenti suicidi avvenuti a Montorio: Mortaza Farhady, che si è tolto la vita il 10 novembre, Giovanni Polin, morto il 20 novembre e Oussama Sadek, che si è impiccato in una cella di isolamento l’8 dicembre.

“Il primo, un trentenne afgano con cittadinanza austriaca, era ospitato nell’area riservata ai pazienti psichiatrici”, raccontano i volontari di Antigone. “Il secondo, un ragazzo veronese di 34 anni, si è tolto la vita a 20 giorni dall’arresto. L’ultimo, un ragazzo marocchino di 30 anni, a pochi mesi dal fine pena, che aveva già manifestato nel tempo sofferenza psicologica per la sua condizione, si è suicidato mentre era in isolamento”.

L’inchiesta - La Procura ha aperto un fascicolo conoscitivo con l’obiettivo di far luce su quanto avvenuto e, in particolare, per individuare eventuali responsabilità. L’inchiesta è stata affidata al pubblico ministero Maria Federica Ormanni. Delle indagini si stanno occupando gli agenti del Nucleo investigativo centrale (Nic) della polizia penitenziaria, in arrivo dalla sede compartimentale di Padova.

Servizi sanitari - Secondo Antigone, il punto dolente del carcere di Montorio è soprattutto la sanità. “È problematica l’erogazione di vari servizi, ma stupisce soprattutto il fatto che, per un istituto di 584 persone, siano previste solo 18 ore settimanali di servizio psichiatrico e 58 di servizio psicologico”, spiegano i volontari dell’associazione. “In media nelle carceri italiane, fatte le dovute proporzioni, vengono erogate 52 ore settimanali di assistenza psichiatrica e 88 di assistenza psicologica, comunque già di per sé scarse per sostenere la popolazione detenuta”.