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Corriere di Verona, 21 febbraio 2020


Da lunedì mattina 18 detenuti del carcere di Montorio assisteranno i cittadini nell'utilizzo dei nuovissimi cassonetti intelligenti, i nuovi contenitori per la raccolta del secco e dell'umido. "Le pene devono tendere alla rieducazione del condannato". Lo dice l'articolo 27 della Costituzione, peraltro non sempre applicato. Verona dà però il buon esempio, offrendo ad alcuni detenuti nel carcere di Montorio una possibilità di lavoro, ma anche di crescita personale e professionale.

Da lunedì mattina, infatti, diciotto detenuti del carcere di Montorio assisteranno i cittadini nell'utilizzo dei nuovissimi cassonetti intelligenti, i nuovi contenitori per la raccolta del secco e dell'umido che entreranno in funzione il 24 febbraio nelle zone di Fondo Frugose e di San Michele Extra. I nuovi collaboratori dell'azienda, al servizio dei cittadini, sono carcerati a fine pena che hanno già partecipato ad un percorso di formazione ed affiancheranno gli operatori dell'Amia.

L'iniziativa sperimentale durerà tre mesi e ha come scopo il reinserimento dei soggetti selezionati per il progetto.Nelle zone di Fondo Frugose e San Michele extra, che sono vicine al carcere, i detenuti potranno aiutare i cittadini a conferire i rifiuti nei nuovi cassonetti, ma anche dare informazioni a chi ancora deve fare la tessera necessaria per aprire i bidoni o scaricare l'app. La loro presenza giornaliera sarà anche un deterrente importante all'abbandono abusivo dei rifiuti fuori dagli appositi contenitori.Il protocollo d'intesa tra Amia, la Casa Circondariale di Montorio e l'Ufficio di sorveglianza del Tribunale è stato firmato a Palazzo Barbieri dal presidente di Amia Bruno Tacchella, dal direttore della Casa Circondariale Mariagrazia Bregoli e dal magistrato Isabella Cesari.

Il sindaco, Federico Sboarina, ha sottolineato che "grazie a questo nuovo accordo alcuni detenuti avranno la possibilità di reinserirsi nella vita cittadina, supportando tutti coloro che da lunedì utilizzeranno i nuovi cassonetti rendendo più facile l'avvio di questa importante sperimentazione attivata sul territorio della sesta e settima circoscrizione. In Comune - ha ricordato il sindaco Sboarina - già da anni vi sono detenuti che collaborano nei servizi di portineria, e non solo non è mai stato riscontrato alcun problema, ma anzi, la loro presenza è un'occasione per superare tanti pregiudizi". Il presidente Tacchella ha ricordato da parte sua che "l'arrivo dei cassonetti ad accesso controllato rappresenta una sfida all'insegna della tecnologia e dell'efficienza, e queste nuove risorse, formate ed istruite dai nostri addetti, saranno di estrema utilità per le migliaia di cittadini interessati da questa novità".