di Alessandra Gaietto
L'Arena, 23 marzo 2015
Grazie a un progetto quattro detenuti producono un'ampia gamma di prodotti. Tutti acquistabili. Per le prenotazioni basta chiamare la Cooperativa Vita. Intanto scontano la pena. "Una grande soddisfazione professionale"
Per loro il pensiero di andare al lavoro non è la gravosa incombenza del risveglio, ma l'idea capace di dare forza e sostegno anche ai momenti più bui della giornata. Luca, Valerio, Maurizio e Kevin aspettano con trepidazione l'ora di lasciare le loro celle e spostarsi nel forno che è stato allestito qualche anno fa nella sezione maschile del carcere di Montorio, grazie ad un contributo della Fondazione Cariverona.
Hanno seguito un corso di formazione di cinque anni, per un totale di 600 ore tra aula e laboratorio, e oggi sono in grado di produrre pane, pizza, focacce ma anche dolci da fare invidia alle più rinomate pasticcerie. Provare per credere. Come? Acquistando per esempio una delle colombe che i detenuti stanno realizzando in carcere in questo periodo. Si tratta del progetto
"Oltre il forno", nato da un corso di formazione partito nel 2011 e allora organizzato dalle associazioni Microcosmo e La Libellula, e oggi portato avanti dalla cooperativa sociale Vita. Il progetto coinvolge quattro detenuti, due con un contratto a tempo indeterminato (stanno scontando pene molto lunghe) e due a tempo determinato. Ogni giorno producono un'ampia gamma di prodotti da forno, dolci e salati, per cercare di costruirsi un futuro una volta scontata la pena.
In questo periodo le loro colombe possono essere acquistate, oltre che direttamente in carcere, nella sede della cooperativa Vita, in vicolo Torcoletto 18 (una traversa di stradone San Fermo). Si tratta di colombe artigianali, che hanno il profumo del lievito madre e la morbidezza di una lievitazione naturale di 30 ore, fatte con materie prime selezionate.
Sono il frutto di un lavoro artigianale di qualità e raccontano la vita di chi, in carcere, attraverso l'impegno, vuole ripartire nella vita. Ma chi apprezzerà queste colombe deve sapere che è anche possibile ordinare e acquistare il pane, le pizze, le focacce o biscotti artigianali. I detenuti hanno più volte preparato anche buffet per privati o aziende, e il risultato è stato eccellente.
"C'è una grande soddisfazione professionale nel vedere con quanta specializzazione i detenuti lavorano nel forno", spiega il presidente della cooperativa Vita Giorgio Roveggia. "Il prodotto che realizzano è di altissima qualità e ha ottenuto già molti riconoscimenti: senza conservanti, fatto seguendo le ricette del passato, con tutto il tempo e la cura necessaria. Noi restiamo sempre sorpresi e siamo felici nel vedere quanto gli stessi detenuti che lavorano siano poi gelosi della loro ricetta: non vedono l'ora di uscire dalla cella e lavorare, anche perché questo resta il loro principale contatto con la vita.
Ci sono anche tante contraddizioni e intoppi burocratici con cui ci troviamo a scontarci, ma ne vale la pena. Per esempio, essendo il loro un contratto di lavoro regolare, devono avere anche le ferie, che nel loro caso significano dover restare in cella e non poter lavorare. Ma insomma il progetto è una grande risorsa: se è vero che il carcere deve essere riabilitazione, il lavoro ne è lo strumento primo e indispensabile". Per informazioni e prenotazioni di colombe o altro è possibile chiamare la Cooperativa Vita al numero 045.8034931 (dalle 8,30 alle 13 e dalle 14 alle 17) o scrivere a










