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di Gerardo Musuraca

L’Arena, 7 marzo 2022

“Che la giustizia sia in crisi, non è affatto un mistero e lo ha ricordato a più riprese anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Basta guardare il recente caso Palamara e anche, soprattutto, la guerra intestina che si è scatenata all’interno delle così dette “correnti della magistratura” per capire che una riforma è assolutamente imprescindibile.

Partendo da questi presupposti, abbiamo organizzato l’incontro che si intitola “Crisi della giustizia: le riforme possibili”, convocando come relatore un giudice del tribunale di Verona, il dottor Andrea Mirenda”.

A spiegarlo sono i membri della Università del Tempo Libero di Garda che, assieme al Circolo Culturale Pal del Vo’ di Garda, hanno organizzato un incontro fissato per giovedì 10 marzo alle 17 al Palazzo Pincini-Carlotti.

Mirenda è attualmente giudice del tribunale di sorveglianza di Verona ma è stato per molti anni nel tribunale civile di Verona, a capo della sezione fallimentare. Il suo è un nome “scomodo” nella magistratura italiana dato che ha denunciato, a più riprese, il “malcostume” e il “mercimonio messo in atto dalle correnti interne al Csm per decidere gli incarichi direttivi”, come lo stesso magistrato ha più volte ribadito pubblicamente e con articoli di stampa. “A maggiore ragione”, hanno chiuso da Garda, “in questo particolare momento che è in pratica la vigilia della votazione di cinque referendum sulla giustizia e in una fase storica in cui è in atto in Parlamento una discussione sulla riforma della giustizia proposta dal ministro Marta Cartabia, sarà ancora più interessante conoscere i dettagli di questa riforma.

E, con questi, anche gli eventuali trabocchetti che la stessa riforma può riservare ma che i non addetti ai lavori magari non sono in grado di vedere”, hanno chiuso da Garda. A moderare l’incontro ci sarà il sindaco di Garda, Davide Bendinelli, deputato di Italia Viva. La cosa, dunque, sarà ancora più interessante visto lo scontro che Matteo Renzi, leader di Italia Viva, ha in atto con la magistratura di Firenze per il caso della Fondazione Open che, secondo la Procura di Firenze, avrebbe finanziato proprio il partito di Renzi.