di Luca Mazzara
L’Arena, 10 maggio 2026
Dopo vari colloqui Natale, il titolare di Yard, ha scelto chi lo assisterà Il 22 maggio cena in carcere: il ricavato va in beneficenza. Prima la cena in carcere, preparandola assieme ai detenuti. Poi uno di loro lo farà ogni giorno nella cucina di un ristorante tra i più quotati a Verona. Non è una strada nuova per Jacopo Natale quella della solidarietà con iniziative che partono già dai tempi del Covid quando distribuiva pasti gratuiti, ma adesso aggiunge una nuova tappa, ancora più interessante. Perché aprirà le porte della cucina dello Yard, il locale in corso Cavour di cui è titolare, ad un detenuto che lavorerà quotidianamente con lui, sfruttando la possibilità di una misura alternativa al soggiorno nella casa circondariale di Montorio.
“Ormai esco ed entro dal carcere quasi ogni giorno”, scherza Natale. “Vado spesso per organizzare la cena assieme ai detenuti che mi aiuteranno, saranno una trentina e quindi da fare ce n’è, qualcuno era già avvezzo al mondo della ristorazione mentre altri sono nuovi”.
L’evento - L’evento è in programma venerdì 22 dalle 18.30: una cena esclusiva, aperta a chi interessato, in cui il cibo diventa incontro e opportunità, organizzata da “Azione contro la fame” assieme a Yard, il cui ricavato sarà destinato a finanziare i progetti della onlus per combattere i progetti di fame e malnutrizione in Italia e nel mondo. Jacopo Natale condividerà la preparazione con gli studenti di enogastronomia del carcere scaligero per una tavola che racconta storie di impegno, riscatto e futuro. Come quella del detenuto che è stato scelto da Natale dopo molti colloqui in carcere e che dal 23 maggio lavorerà con lui nella cucina dello Yard.
“È un uomo con grande esperienza come chef anche a livello internazionale, ha lavorato in cucine di tutto il mondo, sarà fisso da noi con uno stipendio, in regola con i contributi e tutto il resto”, va avanti il titolare del locale di Corso Cavour. “Credo sia una grande opportunità per tutti. Anche i ragazzi con cui lavorerò per la cena del 22 ora si fidano di me, abbiamo rotto il muro della diffidenza e quella sera si dovranno muovere tra più cucine, preparare diversi piatti e non sarà facile, ma sarà un’esperienza forte per tutti. Perché lì davanti ai fornelli siamo tutti uguali, e sono felice di poter dare un’opportunità diversa”. La cena però è solo l’ultima di una serie di iniziative portate avanti da Natale, con cene di gala ed eventi solidali per finanziare progetti umanitari ma anche il progetto partito durante il lockdown a causa del Covid, in cui è arrivato a consegnare oltre quattromila pasti gratuiti al personale medico degli ospedali veronesi.











