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Corriere di Verona, 2 gennaio 2026

Ha il plauso anche della Camera Penale Veronese l’iniziativa del tribunale civile che ha avviato un protocollo per l’inserimento lavorativo di detenuti al palazzo di giustizia. Iniziativa che, dicono i penalisti è “un forte segnale di apertura alla popolazione carceraria e rispetto della dignità umana. Allo stesso tempo dimostra che le misure alternative alla detenzione ed i benefici previsti dall’ordinamento penitenziario sono finalizzati a garantire l’effettivo recupero del reo”, ricordando i dati che dimostrano come il rischio che un detenuto con un’occupazione torni a delinquere sia pari al 2%.

La Camera Penale si auspica anche che la magistratura di sorveglianza “acconsenta, con maggior celerità e frequenza, alla concessione di misure alternative al carcere e favorisca progetti di effettivo reinserimento sociale”. In quest’ottica i penalisti propongono di mettere in scena nell’aula della corte d’assise la piece teatrale “Ulisse. Il sogno” recentemente interpretata, nel carcere di Montorio, dagli stessi detenuti. “Come Ulisse - conclude la Camera Penale - i detenuti affrontano un vero e proprio viaggio verso la libertà e l’inizio di una nuova vita”.