di Angiola Petronio
Corriere di Verona, 7 dicembre 2024
Un altro detenuto del carcere di Montorio è morto suicida. “Aveva solo 24 anni, nato in Romania, fine pena nell’agosto del 2030, mercoledì sera ha tentato di impiccarsi nella sua cella del carcere di Verona; subito soccorso, è stato condotto in ospedale in condizioni disperate, ieri sera ha finito di soffrire. Sale così a 86 il numero dei detenuti che si sono tolti la vita dall’inizio dell’anno, di cui 4 a Verona, ai quali vanno aggiunti 7 appartenenti alla polizia penitenziaria”. È quanto ha dichiarato Gennarino De Fazio, segretario generale della Uil-Pa Polizia penitenziaria. Quel detenuto si chiamava Robert Octavian Radion e aveva un passato turbolento. Era stato arrestato nel 2021 a Marcon, nel Veneziano, dopo essere evaso dai domiciliari.
Nel 2023 è stato condannato a Venezia nel a sette anni di reclusione per la rapina a mano armata in una sala slot di Spinea commessa nel 2019, con accuse che spaziavano fino al sequestro di persona, detenzione abusiva di un’arma e di un documento contraffatto. Era entrato nel carcere lagunare ad agosto dello scorso anno, ma era stato trasferito a Montorio - dove è stato assistito legalmente dall’avvocato Simone Bergamini - per una serie di intemperanze. Robert soffriva di disturbi psichiatrici e aveva già tentato il suicidio in cella varie volte.
“È la cronistoria di una tragedia annunciata - le parole dell’avvocato Bergamini, che è anche responsabile dell’osservatorio carcere della Camera Penale di Verona. L’ho incontrato una sola volta, aveva appena 24 anni, un sorriso triste e non serviva molto per capire che aveva la morte negli occhi. Ci aveva già provato tante volte ed era sicuro che lo avrebbe rifatto. Ciò nonostante c’era un unico posto dove doveva stare: un carcere. “Ha fatto la fine che meritava”, direbbe qualche politico benpensante e così, purtroppo, la pensano molti dei nostri connazionali”.
Robert era nella casa circondariale di Montorio, che è anche punto psichiatrico per i penitenziari del Veneto. Ma non è bastato. “Come osservatorio nazionale carcere dell’unione camere penali italiane - dichiara l’avvocato Bergamini - denunciamo ancora una volta l’illegalità di un sistema penitenziario disumano, degradato e degradante”. E a partire dai prossimi giorni sono annunciate “iniziative straordinarie di mobilitazione”.









