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L’Arena, 16 agosto 2024

Il carcere veronese ha un altissimo tasso di suicidi fra i detenuti. “Questo carcere non potrà mai rieducare”: lo dicono all’unisono gli avvocati della camera penale di Verona che hanno trascorso il Ferragosto con i detenuti nel carcere di Montorio, divenuto tristemente famoso in ambito nazionale per l’altissimo numero di suicidi che vi si sono verificati. “Le condizioni detentive”, spiegano, “sono oltre il limite della dignità umana: celle piccolissime dove sono stipati fino a 3 o 4 detenuti, rinchiusi per ore ad aspettare un medico che spesso non c’è o un educatore che ha troppe poche ore per poter aiutare tutti”. E ancora: “Sono costretti in molti casi a convivere con persone che hanno problematiche sanitarie e psichiatriche che in carcere non devono stare. Manca il lavoro, manca la speranza di un futuro degno oltre le mura.

La visita dei penalisti a Montorio - Quel poco che funziona è affidato alla buona volontà del personale della polizia penitenziaria che fa molto di più di quelle che sarebbero le loro mansioni e che è costretta anch’essa a subire orari o condizioni di lavoro disumane. Ci auguriamo”, si conclude il loro comunicato, “che alla prossima visita sia presente la magistratura perché solo sentendo quanto è forte il grido di sofferenza ci si potrà rendere conto delle ragioni per le quali il carcere è extrema ratio”.