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di Annamaria Schiano

Corriere di Verona, 25 agosto 2023

I familiari non possono sostenere i costi per una struttura. Appello dell’associazione “Sbarre di Zucchero” per Gennaro, un detenuto che domani esce dal carcere di Montorio ritrovandosi da solo per strada in preda ad una grave condizione psichiatrica. La moglie Debora e il figlio, sono molto preoccupati e si sono rivolti all’associazione nata un anno fa dalle ex compagne di detenzione di Donatella Hodo, che a soli 27 anni si è tolta la vita nel carcere veronese.

A “Sbarre di Zucchero” hanno aderito avvocati, giornalisti, volontari e attivisti dei diritti umani per condividere la battaglia per la tutela delle persone detenute, in particolare le donne, e per il superamento del carcere e la giustizia riparativa. “La signora Debora ci spiega che la sua famiglia è attualmente senza dimora, lei è ospite in una struttura, ed il marito con invalidità psichiatrica accertata all’80%, (schizofrenico bipolare con episodi di autolesionismo), da domani si ritroverà a girovagare e dormire per le strade della città di Verona.

La moglie da oltre due mesi sta chiedendo aiuto ai servizi sociali locali ed ai servizi psichiatrici che avevano in cura il marito, al fine di trovare una struttura adatta dove lui possa trovare sistemazione e cure necessarie, ma l’unica soluzione propostale è troppo onerosa per le sue attuali disponibilità economiche, per cui è totalmente impossibilitata a sostenere una spesa mensile di 600 euro, (la differenza di 450 euro la metterebbero i servizi sociali), per una sistemazione nella quale il signor Gennaro dovrebbe procurarsi comunque da solo farmaci e tutto il necessario”, spiegano le referenti dell’associazione.

Che ricordano ancora una volta: “Il gravissimo problema di gestione e trattamento dei detenuti psichiatrici non finisce con l’espiazione della pena ma si amplifica soprattutto dopo la scarcerazione, lasciando nel dramma i familiari e rendendo le vie delle nostre città meno sicure, come successo pochi mesi addietro con l’omicidio della psichiatra Barbara Capovani, uccisa da un suo paziente, ex detenuto. Per questo chiediamo con urgenza una presa in carico immediata della situazione del signor Gennaro ai servizi sociali comunali, regionali, al Centro di salute mentale, per evitare nuove tragedie”.