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di Beatrice Branca

Corriere di Verona, 4 maggio 2025

Da domani a mercoledì l’astensione dei penalisti dalle udienze per le condizioni dei detenuti. Il nuovo decreto sicurezza, entrato in vigore tre settimane fa, ha favorito l’introduzione di nuove ipotesi di reato e l’inasprimento delle pene.Misure che porteranno quindi a un aumento della popolazione carceraria. Gli avvocati veronesi, preoccupati delle consequenze del nuovo decreto, aderiscono da domani fino a mercoledì all’astensione dalle udienze e da tutte le attività giudiziarie, promossa dell’Unione delle Camere Penali Italiane. “Il decreto sicurezza segna un ulteriore aggravio del fenomeno del sovraffollamento che cresce progressivamente - fa sapere la Camera Penale scaligera - oltre a essere insufficiente nel prevenire il tragico fenomeno dei suicidi in carcere che ha raggiunto nel 2024 il numero record”.

A Verona i detenuti che si sono tolti la vita lo scorso anno sono stati quattro, mentre solo nel marzo di quest’anno ci sono stati due suicidi nel giro di 48 ore. “L’auspicio è che molti colleghi aderiscano all’astensione - dice il presidente della Camera Penale scaligera Paolo Mastropasqua -. La nostra attenzione sul carcere di Montorio è sempre molto alta. Dopo la visita dello scorso mese nella casa circondariale abbiamo promosso all’inizio di questa settimana un corso demedici ontologico per gli avvocati nel diritto penale carcerario”. Quell’incontro si terrà mercoledì dalle 16 alle 18 alla Fondazione Toniolo con iscrizione sulla piattaforma Riconosco.

A metà aprile la Camera Penale si era recata a Montorio assieme all’associazione Nessuno tocchi Caino, sottolineando come oltre al problema del sovraffollamento dei detenuti ci sia anche un numero insufficiente di agenti di polizia penitenziaria e di educatori. La struttura dovrebbe infatti ospitare 335 posti ma i detenuti sono 604. Gli agenti sono invece 287 anziché i 317 previsti. Insufficiente anche il numero dei che è pari a cinque. Dati che descrivono una “situazione allarmante”, ma in linea purtroppo con altre strutture di detenzione in Italia.

“Una visione securitaria e carcerocentrica è quella del nuovo decreto - riporta l’Unione delle Camere Penali nella delibera diffusa dalla sezione veronese -. Nonostante le modifiche, restano di fatto intatte tutte le criticità denunciate sulla inutile introduzione di nuove ipotesi di reato, sui molteplici sproporzionati e ingiustificati aumenti di pena, l’introduzione di aggravanti prive di fondamento razionale, alla sostanziale criminalizzazione della marginalità e del dissenso e all’introduzione di nuove ostatività per l’applicazione di misure alternative alla detenzione”.