sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Giuliano Foschini e Fabio Tonacci

La Repubblica, 7 giugno 2023

Roberto Massucci è in carica nella città scaligera da aprile, quando le violenze e le indagini erano già terminate: “Metteremo a disposizione della magistratura tutti gli elementi perché ci sia un processo giusto”. Ci sono due parole che il questore di Verona, Roberto Massucci, arrivato qui ad aprile quando tutto era già terminato (le indagini e dunque le violenze visto che tutti i protagonisti erano stati trasferiti) ma ancora tutto doveva cominciare (gli arresti, la vergogna dei fatti ma anche “l’orgoglio” di non aver chiuso gli occhi), usa con più frequenza: “Dolore e dovere”. “Tutto quello che abbiamo fatto è stato doloroso ma doveroso. Il messaggio che vogliamo dare non deve avere sottintesi: la Polizia di Stato non è disponibile a coprire alcun abuso, a maggior ragione quando sono commessi da chi, come noi, dedica la propria vita a difendere i cittadini”.

Si è chiesto: com’è potuto succedere?

“Quando, appena arrivato, ad aprile, sono stato messo a conoscenza delle indagini che si erano appena concluse, mi sono certamente domandato come affrontare quello che è accaduto. Al di là di quelli che saranno gli esiti dell’indagine penale, abbiamo voluto dare delle risposte molto chiare: chi non si è comportato da poliziotto, non per forza commettendo degli eventuali reati, dovrà dare delle risposte convincenti. La divisa che portiamo va onorata ogni giorno, e questo non è un modo di dire. Anche in un momento doloroso come questo, sono fiero che la Polizia di Stato abbia dato comunque le risposte che doveva”.

In che senso?

“Pur nella sofferenza di dover indagare su dei poliziotti, l’indagine è stata svolta per mesi dall’interno per accertare in modo chiaro e trasparente comportamenti non legittimi. Non è stato facile. Ripeto: è stato doloroso, ma assolutamente doveroso. In un momento così difficile per noi abbiamo mostrato che la parte sana della Polizia alla fine è quella che vince”.

Che reazione hanno avuto i vostri colleghi quando oggi avete messo le manette?

“Io ho lavorato come capo delle Volanti qui, tanti anni fa. E per questo sono stato particolarmente felice ed emozionato quando ho avuto l’opportunità di tornare in città come Questore. Ricordo sempre le parole di un sovrintendente proprio di Verona, tragicamente caduto in un conflitto a fuoco quando mi diceva che una volta messe le manette anche il peggiore criminale è una persona e come tale è da rispettare sempre”.

Quello che si legge negli atti d’indagine, però racconta qualcosa di molto diverso.

“L’indagine è il frutto del lavoro delle donne e degli uomini della questura di Verona, e per questo li ringrazio. Le indagini tecniche, l’ascolto delle vittime, il lavoro di riscontro è stato fatto tutto dai nostri poliziotti. Riguardo alle responsabilità: se qualcuno è venuto meno al principio base del rispetto è giusto che sia la magistratura a valutarlo sulla base delle indagini che abbiamo sviluppato, come scritto dal Gip in modo encomiabile”.

Ecco: quando oggi avete notificato l’arresto ai colleghi che reazioni hanno avuto?

“Le operazioni si sono svolte nel massimo della serenità. Li abbiamo portati qui in Questura e si è svolto tutto come si deve fare in questi casi. Sanno che ora a loro toccherà difendersi. E noi che, come sempre, metteremo a disposizione della magistratura tutti gli elementi perché si tenga un processo giusto. È il nostro mestiere, quello di poliziotti”.