di Christian Gaole
Corriere di Verona, 15 agosto 2025
L’iniziativa “Ristretti di agosto” con Comune e Camere Penali: ieri la visita. “Riportare il carcere dentro i confini della legalità costituzionale, restituendo dignità ai detenuti”. Questo l’obiettivo dell’iniziativa “Ristretti di agosto”, organizzata dall’Unione delle Camere Penali Italiane. Anche Verona ha voluto prendere parte al progetto, che è stato presentato ieri nella casa circondariale di Montorio. Hanno aderito all’iniziativa il sindaco Damiano Tommasi, la vicesindaca Barbara Bissoli, il garante dei detenuti don Carlo Vinco e l’avvocato Alessandro Favazza, membro del direttivo della Camera Penale di Verona.
La situazione rimane invariata rispetto alla denuncia fatta da don Vinco nei mesi scorsi, proprio sulle pagine del Corriere di Verona: a fronte di 335 posti regolamentari, questo carcere ospita 629 detenuti e la carenza di personale penitenziario non riesce a supplire ai bisogni. “Questi sono giorni in cui si dovrebbe stare con la propria famiglia”, ha esordito il primo cittadino, che ha aggiunto: “In carcere l’assenza di tutto ciò si avverte in maniera ancora più forte. La tensione si percepisce ed è acuita dal fatto che durante questo periodo di festività e vacanze la carenza di personale di sorveglianza impedisce ai detenuti di usufruire pienamente degli spazi comuni e delle attività di formazione e intrattenimento che normalmente svolgono”.
Il Comune ha attivato diversi progetti in collaborazione con il carcere di Montorio, per esempio, il centro “Nav” (Non Agire Violenza), che accoglie uomini detenuti che hanno commesso maltrattamenti e cercano di trovare una strada diversa rispetto a quella che avevano imboccato. “Siamo più che consapevoli che il tema dell’inserimento nel mondo del lavoro è cruciale - ha sottolineato Tommasi - per dare non solo una possibilità di rinascita a chi ha intrapreso un percorso di vita sbagliato, ma anche dignità personale. Il Comune sta investendo molto in questa direzione. Il nostro assessorato ai servizi sociali, in collaborazione con l’assessorato alla sicurezza e alla legalità, anche tramite il tavolo interistituzionale per il carcere promosso da Palazzo Barbieri e alcune realtà del terzo settore, si è attivato per favorire percorsi di rigenerazione anche grazie al lavoro. Il tutto finalizzato a un progressivo rientro nella società”.
“I posti regolamentari sono 335 a fronte, oggi, di 629 detenuti ospitati presso la casa circondariale di Montorio, quindi, sono quasi il doppio rispetto alla capienza”, ha dichiarato l’avvocato Favazza. “Questo dato ci preoccupa, perché da un lato il governo non sta mandando avanti la riforma Giacchetti sulla liberazione anticipata speciale e dall’altro, interviene prevedendo reati come quello della rivolta, che non fanno altro che aumentare il numero della popolazione detenuta. Speriamo che questa iniziativa della Camera Penale, col patrocinio dell’Unione e del Comune, con cui ha un tavolo condiviso, si possa andare avanti con il tentativo di lenire la pena e di ricondurre a dei criteri di legalità”. “Servirebbero molte più risorse, ma non possiamo attenderci che arrivino solo dai privati, dovrebbero giungere anche da uno Stato un po’ più attento rispetto a questo fenomeno” del sovraffollamento, ha concluso Favazza. Per l’avvocato, questo fenomeno è una bomba a orologeria.











