di Beatrice Branca
Corriere di Verona, 24 luglio 2026
Le iniziative della Camera Penale dopo la visita in carcere: in tribunale posizionato un pallottoliere per la conta dei suicidi. Da settembre, intanto, nella casa circondariale partirà anche il percorso di ragioneria. “Nel giro di un anno sono stati ampliati gli spazi di lavoro dei detenuti all’interno del carcere e sono state implementate le attività lavorative e di formazione. Ci sono poi circa 60 detenuti che lavorano fuori. Da settembre partirà anche il diploma di ragioneria dell’istituto Bolisani di Villafranca e un altro percorso col Giorgi. Ci sono infine sette detenuti che iscritti all’Università. Sono segnali di una direzione, quella di Maria Grazia Bregoli che dal 2025 ha fatto scelte coraggiose. Rimane però la piaga del sovraffollamento e per questo motivo a breve arriverà in piazza Bra una struttura in legno che riproduce gli spazi di una cella, dove i cittadini potranno sperimentare cosa voglia dire vivere in pochi metri quadrati calpestabili”.
Lo ha annunciato ieri la Camera Penale Veronese che, con una delegazione di 16 avvocati, si è recata ieri nella Casa Circondariale di Montorio dove i detenuti ammontano a 663 (607 uomini e 56 donne) contro i 335 regolamentari. “A Verona in alcune celle ci sono due letti a castello con tre presone quando invece ce ne dovrebbero essere due”, ha spiegato l’avvocato Simone Giuseppe Bergamini dell’Osservatorio Nazionale Carcere. La visita si inserisce all’interno dell’iniziativa “Ristretti in Agosto” dell’Unione Camere Penali Italiane con l’obiettivo di mostrare vicinanza ai detenuti, quando la maggior parte delle persone è in vacanza. “La cella che verrà posizionata in piazza Bra e sarà costruita nella falegnameria del carcere - ha spiegato il presidente della Camera Penale Veronese Stefano Gomiero - così tutti i cittadini potranno rendersi conto di quanto soffrono i detenuti, specie in estate quando il caldo rende la reclusione più complicata. A fine giugno abbiamo manifestato a favore di chi sta facendo fatica a ottenere delle misure alternative al carcere. In quel periodo siamo intanto riusciti a raccogliere alcuni fondi dai cittadini che useremo per acquistare alcuni condizionatori”.
La Camera Penale ha tra l’altro posizionato una sorta di pallottoliere nei corridoi del tribunale scaligero, dove viene riportato il numero di suicidi nelle strutture detentive italiane che, dall’inizio dell’anno, ammonta a 34. Un altro nodo rimane quello del Tribunale di Sorveglianza: lo scorso mese, prima dell’astensione, la Camera Penale è stata accolta a Roma dal Consiglio Superiore della Magistratura, lamentando delle difficoltà nella velocizzazione delle procedure di quei detenuti che avrebbero diritto a una misura alternativa, in base al proprio percorso o allo stato di salute. “C’è anche il problema di un ritardo nei gratuiti patrocini che in sorveglianza sono fermi al 2024 e che scoraggia gli avvocati, specie i più giovani, a garantire le difese d’ufficio”, spiega Gomiero.
Rispetto all’anno scorso, tra le buone notizie, c’è l’insediamento di un laboratorio in cui vengono realizzate protesi odontoiatre per i detenuti, ma anche per chi, fuori dalle carceri, e ha bisogno di impianti più accessibili. Rimane poi l’attività della falegnameria Reverse con spazi più ampi, la sartoria Quid, i laboratori di pasticceria e panificazione di Panta Rei e uno di riciclo della plastica. Ci sono però altri progetti che la Camera Penale ha messo in campo per garantire ai detenuti un percorso di rieducazione e reinserimento sociale. “Abbiamo avviato in tutta Italia un progetto con le scuole - spiega Barbara Sorgato della giunta dell’Unione Camere Penali - e la direttrice Bregoli si è detta disponibile a far incontrare i detenuti agli studenti”.









