di Matteo Scolari
veronanetwork.it, 30 agosto 2026
Il consigliere regionale del Pd Gianpaolo Trevisi richiama i dati del Ministero della Giustizia aggiornati al 24 agosto: il tasso di affollamento sfiora il 189%. “La pressione ricade su sicurezza, personale, cure e reinserimento”. N carcere di Montorio risultano 633 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 335 posti, con un tasso di affollamento vicino al 189%. A richiamare i dati del Ministero della Giustizia, aggiornati al 24 agosto, è il consigliere regionale del Partito Democratico Gianpaolo Trevisi, presidente della IV Commissione. Rispetto alle 614 presenze registrate all’inizio di luglio, secondo i dati riportati da Trevisi i detenuti sono aumentati di 19.
In ogni posto regolamentare vivono ormai quasi due persone”, afferma il consigliere. “Questa pressione ricade sulla sicurezza dell’istituto, sulle condizioni di lavoro del personale e sulla possibilità di garantire cure, attività educative e percorsi di reinserimento”.
Focus su organici, aggressioni e assistenza sanitaria - IV Commissione regionale ha già dedicato un ciclo di audizioni alla situazione delle carceri venete, affrontando in particolare i temi del sovraffollamento, delle carenze della Polizia penitenziaria e delle difficoltà nell’assistenza sanitaria e psichiatrica. lla luce dei nuovi numeri, Trevisi annuncia ora un nuovo approfondimento sulla situazione veronese. Mi sentirò con la direttrice dell’istituto di Montorio per fare un aggiornamento generale”, spiega, indicando tra i temi da affrontare gli organici, l’andamento delle aggressioni e degli atti di autolesionismo, i tempi delle visite specialistiche e la capacità di presa in carico delle persone con disturbi psichiatrici.
Il quadro regionale - situazione di Montorio, osserva Trevisi, si inserisce in un contesto regionale più ampio. Il consigliere richiama anche quanto riferito dal Garante comunale dei detenuti sul carcere maschile di Santa Maria Maggiore a Venezia, che non riceverebbe nuovi ingressi da prima di Ferragosto a causa di un’infestazione di cimici e della mancanza di posti disponibili. li arrestati destinati a Venezia, secondo quanto riportato, verrebbero trasferiti al Due Palazzi di Padova. Quanto sta accadendo a Venezia conferma che le criticità di un istituto si trasferiscono rapidamente sugli altri”, sottolinea Trevisi. “Se gli ingressi vengono dirottati verso carceri già sotto pressione, serve conoscere il numero dei trasferimenti, la durata del blocco e le conseguenze sulla struttura di destinazione”.
“Responsabilità diverse tra Stato e Regione” - Trevisi distingue infine le competenze istituzionali. “Allo Stato e all’amministrazione penitenziaria competono la gestione delle presenze, gli organici della Polizia penitenziaria e le strutture. La sanità in carcere rientra invece nel Servizio sanitario regionale ed è assicurata a Montorio dall’Ulss 9”. Per il consigliere servono ora risposte puntuali sui provvedimenti adottati e sui tempi degli interventi. “Il sovraffollamento rende più difficile il lavoro degli agenti, aumenta le tensioni e riduce le possibilità di cura e reinserimento. Dopo le audizioni svolte servono risposte verificabili: quali impegni sono stati attuati, quali sono rimasti senza seguito e quali misure immediate saranno adottate per Montorio e per gli altri istituti veneti in difficoltà”.









