sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

Corriere di Verona, 10 luglio 2026

Scontro tra l’associazione “Liberi liberi” e la consigliera Bigon sul termine “ispettiva”. “Ispettiva”. È su quell’aggettivo che la visita, in programma oggi alla casa circondariale di Montorio, è saltata. A usare quel termine era stata l’associazione “Liberi Liberi\ Articolo 27”, parte della delegazione che al carcere sarebbe dovuta andare per “fare immediata chiarezza sulla gestione dell’emergenza infettiva, sulle risposte fornite ai malati cronici e oncologici e sulle urgenti misure da adottare per sanare una situazione non più tollerabile sotto il profilo sanitario e civile”.

Così il comunicato dell’associazione che definiva la visita come “ispettiva” dopo “il recente caso conclamato di tubercolosi, la cui mancata tempestiva comunicazione ai familiari e al legale del detenuto ha evidenziato gravi falle nei protocolli di informazione e prevenzione, e il drammatico decesso in cella di un detenuto affetto da patologia oncologica, gravato da pesanti compromissioni fisiche e che aveva già tentato più volte il suicidio”.

Ma quell’”ispettiva” ha fatto saltare tutto. “Secondo la consigliera regionale Anna Maria Bigon - la spiegazione di “Liberi Liberi” - l’attributo “ispettiva” accanto alla parola visita era inopportuna. A questo punto abbiamo compreso che si voleva svilire il significato e la portata dell’ingresso nella casa circondariale a qualcosa di meramente formale e senza alcuna reale portata di conoscenza dell’effettiva condizione detentiva e abbiamo ritenuto che anche per noi non era opportuna la presenza in quella delegazione”. Lei, la consigliera Bigon replica di aver “valutato come inopportuna la decisione di “Liberi Liberi” di diffondere, in modo unilaterale, senza preavviso e condivisione, un comunicato stampa di annuncio della iniziativa prevista presso la casa circondariale di Montorio.

Così come sono stati inappropriati i contenuti di quel comunicato, nel momento in cui l’associazione si è attribuita, all’interno della delegazione, funzioni ispettive che invece spettano, esclusivamente e per legge, ad alcune figure istituzionali, tra le quali i consiglieri regionali”. E rivendicando che “mi ero spesa per chiedere l’autorizzazione all’ingresso di alcune associazioni, tra cui “Liberi Liberi Art. 27” all’interno del carcere, e che la loro presenza sarebbe stata in veste di accompagnatori della sottoscritta. Quel comunicato ha invece violato il rispetto istituzionale in nome di una ricerca della visibilità mediatica. Un rispetto che si deve in primo luogo ai detenuti e a chi sovrintende il sistema carcerario”. Da qui l’annullamento della visita di oggi.