di Angiola Petronio
Corriere del Veneto, 13 gennaio 2024
Il sottosegretario Ostellari nel carcere di Verona, l’appello agli imprenditori: “Producete qui”. La Regione studia la creazione di sportelli psicologici e di task force multifunzionali per prevenire il disagio. Tre suicidi e due tentati suicidi in pochi mesi, una polemica sui presunti privilegi del killer di Giulia: con queste premesse è nata la visita del sottosegretario alla Giustizia Ostellari a Montorio: “Non ho visto privilegiati, per savare i detenuti bisogna farli lavorare”.
Non lo ha incontrato. Come non ha incontrato nessun detenuto. E non lo ha neanche mai nominato. Ha volutamente lasciato Filippo Turetta sullo sfondo, il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari che ieri - con il presidente della commissione Giustizia della Camera Ciro Maschio e l’assessore veneto alla Sanità Manuela Lanzarin - ha visitato la casa circondariale di Verona. Quel carcere, nella frazione di Montorio, che ha contato tre suicidi in meno di un mese tra novembre e dicembre e due tentati suicidi tra l’ultima notte dell’anno e lunedì scorso. È lì che Turetta è recluso. Finito nell’agone delle polemiche per un presunto uso della Playstation e per ventilati “privilegi”, il 22enne reo confesso dell’omicidio di Giulia Cecchettin. Diatriba liquefatta dallo stesso Ostellari. “Qui abbiamo persone che si sono tolte la vita - la sua premessa-. Parlare di Playstation significa fare un torto a loro e alla nostra intelligenza. Mi limito quindi a ribadire che in questo carcere, come negli altri, non si applicano trattamenti di favore nei confronti di nessuno e le decisioni su quelle che possono essere le attività trattamentali e ricreative adeguate vengono prese da personale qualificato”. È evitare i suicidi, la priorità. Ed è sulla prevenzione che punta la “terapia” prospettata da Ostellari.
“La cura contro i suicidi è il lavoro - le sue parole. Nelle carceri dove si lavora si verificano meno aggressioni, meno suicidi e c’è più armonia con il personale. In più il detenuto si trasforma da costo a risorsa, perché contribuisce al pagamento delle spese”. A Montorio tra sartoria, falegnameria, panetteria e pasticceria sono impiegati 35 detenuti. Altri 12 lavorano all’esterno come carpentieri e in 58 stanno facendo formazione per poi svolgere i tirocini all’esterno. “C’erano vari laboratori, come a Padova. Ora molti spazi sono inutilizzati”, ha detto Ostellari. Che ha lanciato un appello. “Esiste una legislazione che consente alle imprese di investire e produrre in carcere. Qui, come da altre parti, c’è un forte tessuto imprenditoriale. Auspico che cooperati ve e aziende scelgano di trasferire alcune lavorazioni”. Con, in carcere, un “aiuto strumentale” per prevenire i suicidi che possa sopperire all’impossibilità di una sorveglianza 24 ore su 24. “Abbiamo dato disposizione al dipartimento di effettuare uno studio per verificare se c’è la possibilità di utilizzare degli strumenti tecnologici come quelli per misurare il battito cardiaco dei detenuti e allertare in caso di problemi”, ha continuato Ostellari. Il tutto senza dimenticare quel sovraffollamento cronico che avviluppa Montorio. Capienza regolamentare per 335 detenuti, capienza entro la Convenzione europea dei diritti dell’Uomo 610 reclusi. Attualmente sono in 545, nel carcere di Verona. “Il problema c’è - ha commentato Ostellari -. Ma le soluzioni a cui questo governo sta pensando non sono quelle della sinistra, del “libera tutti” con indulti o leggi svuota-carceri. Noi non faremo sconti a nessuno. Siamo al lavoro per costruire nuovi penitenziari. Per i minori lo abbiamo già fatto, penso alla riapertura dell’istituto penale per minorenni di Treviso e alla prossima inaugurazione di quello di Rovigo, che avverrà entro l’anno. Con quella sanità penitenziaria che con l’inclusione sociale è uno dei due ambiti in cui interviene anche la Regione. “L’intenzione - ha detto l’assessore Lanzarin - è quella di rafforzare sia il supporto psichiatrico che quello psicologico e l’idea che stiamo studiando è di creare degli sportelli psicologici e delle task force multifunzionali e multidisciplinari”. È stato il presidente della commissione Giustizia Ciro Maschio a illustrare ulteriori “mosse future” sulle carceri, dall’uso delle body-cam da parte della polizia penitenziaria alle nuove assunzioni. Sempre nell’ottica dell’”espiazione della pena e della qualità di vita” dei detenuti.










