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L'Arena, 30 aprile 2020

 

"Mio papà si trova in una struttura detentiva dove ha contratto il coronavirus. Temiamo per la sua salute in quanto, essendo asmatico, avrebbe bisogno di tutte le cure necessarie, fuori dal carcere, in un ospedale".

Un appello accorato lanciato tramite il nostro giornale dalla figlia dell'uomo, Teresa Riillo, originaria di Isola Capo Rizzuto (Crotone), ma residente nel Veronese da 13 anni. Suo padre, Domenico Riillo, 62 anni, che ha subito due condanne ed è sottoposto a misura cautelare, si trovava fino ad un mese fa nella casa circondariale di Bologna.

Qui molti detenuti sono risultati contagiati dal coronavirus e per questo anche Riillo è stato sottoposto a tampone: l'esito per lui è stato negativo. Due giorni dopo, i suoi cinque figli, tra cui Teresa, hanno cercato di mettersi in contatto con il genitore a Bologna, per potergli parlare, visto che non possono fargli visita. Al telefono hanno appreso che il padre Domenico era stato trasferito nel carcere di Tolmezzo (Udine), a seguito della decisione della direzione del carcere bolognese di allontanare, ridistribuendoli in altre strutture detentive, coloro che erano risultati negativi per limitare il contagio nel carcere emiliano.

Una volta giunto nella casa circondariale friulana, Riillo ha iniziato a manifestare tosse e febbre. Ad un ulteriore tampone a cui è stato sottoposto, il crotonese è risultato positivo al virus e quindi è stato messo in quarantena. Il detenuto calabrese è un soggetto a rischio, essendo asmatico e soffrendo anche di altre patologie. A questo punto, i nipoti hanno iniziato a lanciare appelli sui social e sui media della sua terra d'origine e del Friuli, per avere garanzie sulle cure da assicurare al nonno. L'avvocato di famiglia che difende Riillo, lo scorso 11 aprile ha presentato istanza in tribunale affinché il suo assistito venga ricoverato in ospedale, dove potrà ricevere le cure adeguate. Ma finora il giudice non si è ancora espresso.

"Non pretendiamo gli arresti domiciliari", chiarisce la figlia Teresa, "ma chiediamo alla giustizia che papà possa almeno uscire temporaneamente dal carcere per essere ricoverato in una struttura sanitaria e curato a dovere".

"Attualmente siamo in contatto con i medici del carcere di Tolmezzo", conclude la figlia del detenuto crotonese che risiede ad Oppeano, "ma, date le sue condizioni che lo rendono un soggetto a rischio, occorre che venga seguito da un'équipe di medici specializzati". Una decisione che dovrà essere presa dal tribunale in tempi stretti, per dare la possibilità a Riillo di curarsi e superare indenne il contagio da Covid-19.