di Luca Stoppele
veronasera.it, 18 marzo 2025
A Verona, un detenuto si è tolto la vita a Montorio, 48 ore dopo il precedente suicidio. “Continua la scia di morte nelle carceri e, particolarmente, presso la casa circondariale di Verona, dove due detenuti si sono tolti la vita in meno di 48 ore. Dopo il suicidio di domenica pomeriggio, un altro ristretto, italiano, si è tolto la vita stamani (martedì 18 marzo, ndr) nel carcere di Verona Montorio. A livello nazionale, sale così a 19 la tragica conta dei morti di carcere e per carcere nel 2025, cui bisogna aggiungere un operatore”. Lo ha annunciato Gennarino De Fazio, segretario generale della Uil-Pa Polizia Penitenziaria.
“16mila reclusi oltre i posti disponibili e più di 18mila agenti mancanti alla polizia penitenziaria, uniti a deficienze strutturali, logistiche e organizzative, costituiscono un mix esplosivo che lungi dal fare delle prigioni luoghi di recupero e rieducazione le trasformano in strutture di mera espiazione e morte. E ad espiare una pena, per la sola colpa di essere al servizio dello Stato, non sono solo i detenuti, ma finanche le donne e gli uomini con l’uniforme della polizia penitenziaria, sottoposti a carichi di lavoro oltre ogni limite accettabile e a turnazioni prolungate e massacranti, con la compressione di diritti anche di rango costituzionale, per vedere peraltro poi svilito ogni sacrificio. Tutto ciò segna l’evidente fallimento del sistema penitenziario. Basta guardare ai più elementari indicatori numerici, checché ne dicano il Guardasigilli, Carlo Nordio, e il Governo Meloni”, ha commentato il segretario della Uil-Pa.
“Verona, con 595 reclusi presenti a fronte di soli 318 posti disponibili, gestiti da 318 operatori di polizia penitenziaria, quando ne necessiterebbero almeno 420, si inserisce pienamente in questo contesto. E 2 suicidi in due giorni imporrebbero serie riflessioni e valutazioni. Servono urgentissime misure deflattive della densità detentiva e immediati rinforzi agli organici della Polizia penitenziaria, ma va anche garantita l’assistenza sanitaria e psichiatrica e vanno messe in campo riforme di sistema. Altrimenti, sarà ancora morte e sofferenza”, ha concluso De Fazio.
“La tragica conta dei suicidi presso il carcere di Montorio, continua. Sembra davvero che dopo tante promesse, nulla cambi”. Sono le parole giunte lunedì, dopo il primo gesto estremo di queste 48 ore, della consigliera regionale del Pd, Anna Maria Bigon.
“Eppure, i problemi profondi riscontrati a Montorio richiederebbero interventi urgenti. A partire dalla carenza di personale sanitario interno, visto che da tempo chiediamo di rinforzarne la presenza. I dati, forniti su mia richiesta, dall’Ulss 9, riportavano pochi mesi fa la presenza di un solo psicologo per tutti i detenuti di questo carcere che scoppia per sovraffollamento: un dato macroscopico di inadeguatezza. Ma anche l’attività lavorativa e formativa risulta essere carente e svolta da un numero esiguo di detenuti.
I dati forniti a seguito di accesso agli atti, in particolare, evidenziavano la presenza di soli 4 medici di guardia, per un totale di 24 ore settimanali; 9 infermieri per 36 ore alla settimana; 1 medico infettivologo per 3 ore alla settimana; 1 psicologo psicoterapeuta per 25 ore alla settimana. Numeri davvero esigui a fronte di oltre 500 detenuti, peraltro in un carcere progettato per ospitarne 300.
La Giunta regionale - ha concluso Bigon - deve attivarsi al più presto per quanto di sua competenza e sollecitare il Governo. Devono spiegarci quali provvedimenti hanno preso durante quest’anno per rendere sostenibile la vita dei detenuti in carcere. Questa scia di morti è assolutamente inaccettabile per un Paese che ambisce a definirsi civile”.
Sul tema è intervenuto anche il segretario regionale del Partito Democratico, Andrea Martella, che dopo la morte del 69enne avvenuta domenica aveva detto: “Un dramma e una sconfitta per tutti. Il carcere di Montorio soffre di una situazione purtroppo in linea con la media dei penitenziari del Veneto, che vedono un affollamento medio del 144%, tra i più alti d’Italia. È una condizione drammatica, che abbiamo più volte denunciato e che confligge apertamente con la funzione rieducativa della pena sancita dalla Costituzione. Una situazione di cui il governo e, per quanto attiene alla nostra Regione, il governatore Zaia, dovrebbero occuparsi e che invece trascurano”. “Molti provvedimenti del governo Meloni - ha continuato Martella - stanno invece aggravando ulteriormente il sovraffollamento e la situazione carceraria, anche negli istituti per minorenni. Come Pd non ci stanchiamo di chiedere al governo più misure alternative, interventi per potenziare gli organici, migliorare le condizioni strutturali degli istituti di pena, garantire il pieno rispetto del dettato costituzionale sul fine rieducativo della pena e insieme la sicurezza e migliori condizioni di vita per i detenuti e per il personale della polizia penitenziaria”.











