di Nicolò Vincenzi
L’Arena, 30 luglio 2025
Il Garante: “Accendiamo una luce sul dramma”. Nel carcere di Montorio, ad oggi, ci sono 630 detenuti a fronte dei 335 posti regolari. Situazione, però, che riguarda tutta Italia. Per questo la Conferenza nazionale dei garanti dei diritti delle persone provate della libertà personale ha invitato per domani (30 luglio) “deputati, senatori, europarlamentari e consiglieri comunali a entrare con noi (i garanti, ndr) negli istituti penitenziari adulti e minorili”. “Bisogna”, aggiungono i garanti, “che la politica intervenga non subito, ma ora!”. Nel documento la Conferenza, parla di sovraffollamento e suicidi e di “emergenza sociale sulla quale occorre interrogarsi per porvi fine immediatamente”.
Un mese fa il presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva espresso un “richiamo forte” rivolto a Governo e politica affinchè non venissero “calpestati” i diritti dei detenuti. Da quel richiamo è passato un mese. Per questo la Conferenza organizza “una manifestazione per sensibilizzare l’opinione pubblica e per sollecitare la politica”.
“Molti politici hanno accolto in questi mesi le sollecitazioni del presidente della Repubblica e si stanno interrogando su possibili interventi, ma le proposte fino ad ora avanzate dal Governo non hanno prodotto cambiamenti significativi e la situazione si va ovunque deteriorando drammaticamente. Nel carcere della nostra città, a Montorio, pur riconoscendo da parte dell’amministrazione e della polizia penitenziaria un grande sforzo di attenzione e di miglioramento delle condizioni dei detenuti, dobbiamo rilevare una continua fatica”, spiega il garante dei detenuti del carcere di Montorio, don Carlo Vinco, “nel tentare di contenere le problematiche create da un sovraffollamento crescente e destinato ad aumentare con le nuove norme approvate per la sicurezza”.
“Nell’apertura dell’Anno Santo Papa Francesco aveva invocato che gli stati potessero studiare dei gesti di amnistia o indulto per alleggerire le condizioni carcerarie e per esprimere segni di umana clemenza. Ci auguriamo”, conclude don Vinco, “che questa occasione di mobilitazione aiuti ulteriormente ad aumentare l’attenzione sul dramma delle nostre carceri e possa far maturare coraggiose scelte politiche per il rispetto dei diritti delle persone private della libertà”.











