di Laura Tedesco
Corriere di Verona, 10 novembre 2020
Il tragico gesto di un detenuto 23enne nel carcere di Montorio fa sollevare una serie di dubbi al suo legale, che chiede perché fosse stato posto in regime di isolamento: "Forse ha sbagliato qualche magistrato"? A essersi tolto la vita è stato uno dei capi della rivolta scoppiata 5 mesi fa all'ex caserma Serena di Dosson, nel Trevigiano. Chaka Ouattara, ivoriano, si trovava tuttora rinchiuso in carcere con accuse pesanti, dal sequestro al saccheggio fino alla devastazione.
Era stato trasferito nel penitenziario di Verona da appena una decina di giorni dopo mesi di detenzione in quello trevigiano di Santa Bona: a Montorio era stato posto in isolamento, condizione che, da quanto ipotizza il suo legale, gli potrebbe aver provocato una sofferenza e una depressione tali da indurlo al suicidio.
Pare che non riuscisse a reggere il distacco dagli altri migranti con cui era stato arrestato per la violenta rivolta avvenuta lo scorso giugno all'interno dell'ex caserma Serena, quando un gruppo di stranieri ospiti dell'hub erano finiti in cella dopo essersi ribellati e aver aggredito gli infermieri dell'Usl 2 incaricati di effettuare i tamponi dopo che nella struttura era stato individuato un focolaio Covid.
Dopo gli arresti, il 23enne e i compagni di "rivolta" avevano condiviso i successivi mesi di detenzione nel carcere trevigiano di Santa Bona, finché dieci giorni fa Ouattara era stato dislocato in cella a Montorio dov'era stato posto in isolamento. Sprofondato a quanto pare nello sconforto, aveva telefonato al suo avvocato proprio il giorno prima del dramma: con lui si era confidato riguardo alla propria sofferenza dovuta al senso di distacco dagli altri "amici" e dalle preoccupazioni sul futuro, visti che nella sua situazione non era possibile chiedere per lui gli arresti domiciliari.
Da questo stato d'animo sarebbe scaturito il tragico gesto riguardo cui il suo legale chiede però di fare chiarezza: perché, è il dubbio del difensore, visto che si trattava di un detenuto isolato non sono stati potenziati su di lui i controlli? E com'è stato possibile, chiede, che il 23enne abbia potuto usare i lacci della sua tuta per togliersi la vita senza che nessuno avesse pensato di toglierglieli e senza che nessuno si sia accorto di nulla?
Domande a cui spetterà eventualmente agli inquirenti tentare di dare risposta: "Come mai - chiede il suo legale d'ufficio - era stato sottoposto a un regime duro come l'isolamento?











