di Angiola Petronio
Corriere di Verona, 18 marzo 2025
Suicida in cella, scoppia la polemica politica. “È morto proprio di carcere”. Le parole sono quelle del Garante dei detenuti, don Carlo Vinco. E quell’uomo “morto di carcere” Si chiamava Alex e aveva 69 anni. È deceduto domenica, Alex. O, meglio, è evaso nell’unico modo in cui ha potuto farlo. Impiccandosi nella sua cella, in quella casa circondariale di Montorio dove lo scorso anno i suicidi sono stati quattro. Metronomo, Alex, di quella vita asfittica in un penitenziario dove il sovraffollamento oramai non è più un’emergenza, ma una cancrena. Un carcere, Montorio, dove - come denuncia la consigliera regionale del Pd Anna Maria Bigon - a fronte di quasi 600 detenuti c’è “la presenza di un solo psicologo per 25 ore alla settimana”.
Bigon snocciola altri dati: “la presenza di soli 4 medici di guardia, per un totale di 24 ore settimanali; 9 infermieri per 36 ore alla settimana; un medico infettivologo per 3 ore alla settimana”. La caienna in cui viveva Alex, che recluso lo era diventato con l’accusa di traffico internazionale di stupefacenti, che avrebbe finito di scontare la sua pena nel 2031, ma che si è sempre dichiarato innocente. Era gentile, Alex.
“Una persona molto tranquilla, molto delicato, educatissimo con tutti, nessuno avrebbe pensato al suicidio, tanto che gli stessi agenti della polizia penitenziaria sono molto rammaricati”, dice don Vinco. Alex che era nella sezione comune, in cella con altri due detenuti “con cui andava molto d’accordo. Moglie e figlia vivevano negli Stati Uniti, ma erano in contatto con le videochiamate e aveva un nipote che lo andava a trovare spesso, degli amici”. Alex che il suo tempo lo passava in biblioteca, ma che non riusciva ad accettare la condanna.
“Il suo suicidio è ascrivibile alla situazione carceraria nel senso che una persona non regge una condizione di questo genere”. Il 18esimo suicidio in un penitenziario italiano dall’inizio dell’anno, quello di Alex. “Tutte tragedie annunciate - li definisce la senatrice di Alleanza Verdi e Sinistra Ilaria Cucchi - in un sistema penitenziario al collasso con problemi cronici che non sono mai stati affrontati seriamente dal governo Meloni, troppo impegnato a fare leggi securitarie che continuano a riempire le carceri”.
“Il sovraffollamento permanente e strutturale produce morte nei penitenziari italiani - commenta Luana Zanella, capogruppo di AVS alla Camera - un dato mostruoso al quale si aggiunge il silenzio, finanche la mancanza di pietà umana da parte del ministro della Giustizia Carlo Nordio”. Con il senatore Andrea Martella, segretario regionale del Pd in Veneto che definisce la morte di Alex “un dramma e una sconfitta per tutti. Il carcere di Montorio soffre di una situazione purtroppo in linea con la media dei penitenziari del Veneto. È una condizione drammatica di cui il governo e, per quanto attiene alla nostra Regione, il governatore Zaia, dovrebbero occuparsi e che invece trascurano”.











