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veronasera.it, 2 aprile 2024

La consigliera comunale si aspettava di più dal tavolo istituzionale riunito per affrontare i problemi della Casa circondariale di Montorio. Chiede al Comune di farsi parte attiva per l’inserimento lavorativo dei detenuti di Montorio. E per il momento non è soddisfatta da quanto è emerso dalla prima riunione del tavolo di lavoro istituito per affrontare i problemi della casa circondariale. La consigliera comunale Patrizia Bisinella si aspettava di più dal tavolo istituzionale aperto dal Comune di Verona per ampliare il confronto sulle criticità del carcere. “Dopo mesi di attesa e lungaggini, a distanza di sette mesi dalle mie prime segnalazioni, finalmente si è riunito il tavolo ma si è limitato solo a parlare”, è stato il commento di Bisinella.

Per la consigliera comunale, dalla prima riunione è emerso quello che già si sapeva “e cioè che a differenza di un tempo solo 20 detenuti su 530 stanno lavorando e nessuno di questi con possibilità di reinserimento nel tessuto produttivo locale”, ha spiegato Bisinella, la quale vorrebbe che l’amministrazione comunale “coordini un tavolo permanente proattivo e concreto con il mondo imprenditoriale, le categorie economiche e le realtà sociali più rilevanti della nostra città e anche le proprie aziende municipalizzate, al fine di creare già ora reali percorsi di formazione e lavoro durante la detenzione”.

“Le imprese devono essere informate da subito dei benefici fiscali che derivano dall’adesione a determinati progetti di formazione lavoro e l’amministrazione non può limitarsi ad ascoltare o coordinare, ma deve essere motore propulsore di questo percorso, concreto e virtuoso - ha aggiunto Bisinella - Se è vero che il lavoro in carcere è funzionale ad una buona permanenza della struttura, è ancora più importante, al fine della rieducazione, mettere in campo percorsi reali che portino all’inserimento lavorativo del detenuto dopo aver scontato la propria pena. Purtroppo ancora una volta vediamo in questa iniziativa un’occasione persa, fatta di parole a vuoto e propaganda più che di vera volontà di risolvere un problema”.