Corriere di Verona, 11 dicembre 2024
“Un trattamento disumano, di kafkiana memoria”: sono le parole usate dall’avvocato Francesco Sanpò nel sollecito urgente inviato al ministro della Giustizia e al Dap per il caso relativo al suo assistito, il 51enne romeno Ion Nicolae che dal carcere di Montorio, a Verona, dove era detenuto, è stato trasferito nei giorni scorsi al penitenziario di Rebibbia a Roma “senza conoscerne il motivo - dice il legale - e senza aver visto ad oggi il provvedimento su cui si basa la decisione”. La cosa, sostiene Spanò, sarebbe avvenuta inoltre “senza nessun avviso alla difesa e preavviso allo stesso recluso”.
La vicenda, viene spiegato, è arrivata anche all’attenzione del Garante nazionale dei diritti dei detenuti, cui Spanò ha inviato la stessa missiva. Nicolae, spiega l’avvocato, sta scontato una pena inferiore ai 4 anni di reclusione, che terminerà nel settembre 2027, salvo liberazioni anticipate.
“Ha sempre dimostrato un buon comportamento carcerario e non è gravato da alcuna violazione ostativa”. Da quando è a Rebibbia, sostiene Spanò, l’uomo non ha ancora potuto ricevere le visite dei propri legali, né quella della compagna, che vive a Verona e con la quale si sposerà a breve. Dopo il trasferimento a Rebibbia l’uomo avrebbe compiuti gesti di autolesionismo e per questo è stato inviato un sollecito urgente alle autorità carceraria per chiedere la revoca del provvedimento.










