veronasera.it, 25 maggio 2025
L’iniziativa nazionale è promossa da Soroptimist: “Trovare un’occupazione non è semplice, - spiega la direttrice della casa circondariale di Montorio - a maggior ragione per chi vive l’esperienza del carcere, ma la formazione qualificata può fare la differenza, anche per superare il pregiudizio”. Riscoprire sé stesse attraverso l’arte del gelato. È questo il cuore pulsante del progetto nazionale “Si sostiene in carcere”, promosso da Soroptimist International, che dal 2017 accompagna le donne detenute in un percorso di formazione professionale volto al reinserimento sociale e lavorativo. Grazie a un protocollo d’intesa con il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del ministero della giustizia, oltre mille donne hanno potuto apprendere competenze in vari settori professionali, compresa l’arte della gelateria artigianale.
La scorsa settimana, tredici detenute della casa circondariale di Montorio a Verona hanno ricevuto il diploma di “gelataie” al termine di un corso intensivo tenuto da Fabbri 1905, azienda storica e leader del settore. Il progetto ha visto la collaborazione attiva del Soroptimist Club di Verona e ha offerto alle partecipanti una formazione teorico-pratica condotta dalla maestra gelatiera Rosa Pinasco, titolare di una gelateria a Genova e formatrice per la scuola Fabbri Masterclass. Il successo dell’iniziativa ha portato al rinnovo dell’accordo tra Soroptimist e Fabbri 1905, con l’obiettivo di estendere il progetto ad altre otto case circondariali italiane e formare ottanta nuove destinatarie. Fondamentale il supporto dei quindici club territoriali Soroptimist che, oltre al coordinamento logistico, hanno donato una macchina gelatiera a ciascun istituto coinvolto.
“I corsi in questi anni hanno coinvolto un centinaio di donne ristrette, anche madri con minori, danno loro l’opportunità di imparare un mestiere e poter già produrre il gelato anche per i pasti dell’istituto e nelle occasioni di socialità, negli incontri con le famiglie e con i figli. - dichiara Paola Pizzaferri, referente nazionale del progetto di empowerment femminile “Si sostiene in carcere” - Inoltre questo percorso amplia le possibilità di avere un lavoro esterno una volta terminata la pena, grazie a un attestato rilasciato da Fabbri 1905, altamente qualificato e spendibile nel mondo della ristorazione e della gelateria, settore in crescita e aperto anche ad assunzioni stagionali”.
Il progetto nazionale, iniziato lo scorso febbraio alla Casa circondariale Verziano di Brescia, a marzo è stato proposto alle detenute del carcere di Vercelli, seguito ad aprile dalla Casa circondariale di Modena. Dopo la tappa veronese, tenutasi dal 12 al 14 maggio in modalità intensiva, il percorso formativo proseguirà quindi a giugno e luglio nelle strutture carcerarie di Pisa e Torino, per riprendere poi a settembre a Firenze e concludere, a ottobre, a Forlì.
“La collaborazione con la casa circondariale di Montorio è un’occasione importante per portare avanti le iniziative di supporto alle donne che fanno un’esperienza detentiva e che hanno bisogno di trovare opportunità per costruire un nuovo percorso positivo una volta uscite dal carcere. - afferma Roberta Girelli, presidente di Soroptimist International club Verona - L’interesse delle partecipanti incoraggia a proseguire lungo la strada della formazione qualificata, una chiave in cui Soroptimist International crede fermamente perché può realmente dare strumenti di riscatto”.
Importante anche aver donato una gelatiera professionale oltre al programma formativo altamente qualificato, poiché si genera una “opportunità concreta a far nascere un sogno e tradurlo in realtà”, sottolinea Girelli.
L’attestato Fabbri Master Class ha infatti entusiasmato le tredici donne che hanno aderito alla tre giorni formativa scaligera. “La possibilità di spendere il titolo nel mondo del lavoro le ha molto interessate. Personalmente auspico che abbiano la possibilità di utilizzare immediatamente le competenze acquisite anche durante la detenzione. - ha dichiara Maria Grazia Bregoli, direttrice reggente della casa circondariale di Montorio - Stiamo valutando di ampliare alcune progettualità già attive grazie a questo corso professionalizzante. Trovare un’occupazione non è semplice, - ha concluso Bregoli - a maggior ragione per chi vive l’esperienza del carcere, ma la formazione qualificata può fare la differenza, anche per superare il pregiudizio da parte del mondo del lavoro”.









