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Ristretti Orizzonti, 29 settembre 2025

La gravità della situazione nella striscia di Gaza ci ha motivato ad aderire al progetto del movimento nazionale “Artisti tessili per la Palestina”: la biblioteca femminile della Casa Circondariale di Montorio si è così trasformata in un laboratorio di “ricamo poetico”, dove le donne detenute ricamano, con filo nero su piccoli rettangoli di tessuto bianco, i nomi di cinquanta bambini palestinesi (che ci sono stati assegnati dalle coordinatrici del progetto) uccisi durante il conflitto in atto con Israele, come forma di commemorazione e di resistenza.

La scelta di questa modalità per esprimere solidarietà a Gaza si basa sul fatto che l’arte del ricamo (il “tatreez”) è stata inclusa nel patrimonio immateriale dell’Unesco come parte della cultura tradizionale palestinese. Tutti i rettangoli ricamati, realizzati da privati e associazioni di ogni parte d’Italia, saranno poi cuciti insieme a formare un lunghissimo nastro, che sarà donato a un museo, fondazione o eventuale mausoleo, che ricordi le vittime del genocidio di Gaza.

Oltre alla necessità di prendere posizione anche in questa forma simbolica sulla tragedia di Gaza, questa iniziativa contribuisce a realizzare quei fini che ci proponiamo come volontari in carcere: creare ponti tra le persone detenute e il mondo esterno e favorire dentro il carcere un clima di condivisione e di collaborazione.