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di Mario Di Vito

Il Manifesto, 30 giugno 2026

La sinistra giudiziaria si prepara all’elezione dei consiglieri togati. A ottobre il voto, ma le liste sono quasi tutte pronte. Bocciata per via referendaria l’idea di sorteggiare i membri del Csm, i 9.662 magistrati italiani andranno al voto i prossimi 25 e 26 ottobre per eleggere i venti togati della consiliatura che comincerà nel 2027 e si concluderà quattro anni più tardi. Per quanto riguarda i laici - gli eletti dal parlamento - dal gennaio dell’anno prossimo ogni momento sarà buono per sceglierli, ma se davvero le politiche si terranno ad aprile 2027 è assai probabile che la questione verrà affrontata nella prossima legislatura, con conseguente proroga dell’attuale consiglio. Si vedrà. Una cosa certa, ad ogni buon conto, è che il prossimo Csm comincerà il proprio lavoro sotto l’egida di Mattarella, ma vedrà al suo vertice anche il prossimo capo dello stato, che verrà votato all’inizio del 2029.

La sinistra togata (Area democratica per la giustizia e Magistratura democratica) si avvicina al momento del voto con prospettive buone ma non eccellenti: la vittoria del No al referendum costituzionale di certo dà forza a chi quella posizione ha sempre tenuto sin dal primo momento (e senza tentennamenti), ma è diffusa la convinzione che, soprattutto al Sud, la destra di Magistratura indipendente e i centristi di Unicost godano di ampio consenso tra i giudici. E poi bisogna considerare la mina vagante - o nemesi che dir si voglia - di “Altra proposta”, la lista dei non iscritti all’Associazione nazionale magistrati, che ha estratto a sorte davanti a un notaio i propri candidati tra tutti gli oltre 6000 togati aventi diritto e li renderà noto solo quando (e se) i baciati dalla fortuna accetteranno di correre alle elezioni.

“La forte domanda di partecipazione e di rappresentanza emersa nella campagna referendaria rompe non solo con il sorteggio ma anche con un sistema ancora strutturato su due blocchi maggioritari che contano di pesare sulle scelte attraverso criteri di selezione ancora troppo vaghi e malleabili”, dice al manifesto il segretario di Md Simone Silvestri. Domenica, nella sede romana della Fondazione Basso, ci sarà il consiglio nazionale delle toghe rosse. E lì si definiranno le candidature. L’idea di partenza è di presentare la lista soltanto nel collegio della magistratura giudicante (tra i nomi ci sono quelli di di Monica Ammirante, Daniele Cappuccio e Glauco Zaccardi), mentre per quanto riguarda i requirenti e i giudici di legittimità con ogni probabilità si farà l’accordo con il “listone” degli indipendenti che nell’ultima consiliatura ha eletto Roberto Fontana. Tra i candidati, qui, ci sarebbero Giovanni Nardecchia Roberta Amadeo, Fabio Regolo, Angelo Mambriani e Pier Paolo Lanni.

Per Silvestri la scelta nasce dal fatto che Md si riconosce “in quelle istanze di radicalità” contenute nelle proposteche vengono dal basso, non necessariamente in seno alle correnti: i magistrati indipendenti che già nel 2022 portarono Fontana a palazzo Bachelet. “Per questo - conclude - sceglieremo di associare le nostre candidature alle candidature espresse da quella base”. I giochi sono invece già fatti dalle parti di Area. Dopo una ventina di assemblee locali, due incontri nazionali dei referenti distrettuali e un giro di primarie, tutte le posizioni sono coperte. Per il collegio unico nazionale di legittimità la candidata è Egle Pilla. Per i requirenti correranno Eugenio Albamonte e Gianluca De Leo. Questi infine i giudicanti: Roberto Arata, Chiara Gallo, Cristina Ornano, Giuseppe Sepe, Antonella Rimondini e Ilaria Casu.

“La mobilitazione referendaria contro la proposta Nordio ci ha confermato che i cittadini non vogliono che la politica controlli la magistratura - commenta sempre al manifesto il segretario di Area Giovanni Zaccaro -. Ma l’allarme non è finito, basta seguire quello che accade con la riforma della Corte di Conti, le nomine al Consiglio di Stato ed alla Scuola della magistratura. Sarà fondamentale eleggere togati consapevoli del ruolo istituzionale e politico, in senso alto, del consiglio”.

Per quanto riguarda gli altri, Magistratura indipendente ha già ratificato i suoi candidati: per il collegio di legittimità Salvatore Casciaro; per i pmStefano Buccin e Gaetano Bono. Per i giudici Ernesta Occhiuto, Maria Tiziana Balduini, Maria Ilaria Romano, Giulio Corsini, Lucia Schiaretti, Giancosimo Mura e Ugo Scavuzzo. Questi infine i nomi di Unicost: Elisabetta Ceniccola al collegio di legittimità; Rosalia Affinito e Giuliano Caputo al collegio dei pm. E al collegio dei giudicanti Alessandra Salvadori, Valeria Ciampelli, Piero Indinnimeo, Daniela Monaco Crea e Filippo Di Todaro.