di Rosalba Castelletti
La Repubblica, 1 agosto 2024
Detenuti politici trasferiti in contemporanea, voli presidenziali e decreti secretati: sono diverse gli indizi di un imminente baratto che potrebbe coinvolgere una decina di detenuti politici russi tra cui Jashin e Kara-Murza e gli statunitensi Gershkovich e Whelan. Ma alcuni attivisti invitano alla cautela. Le autorità di Mosca e Washington si trincerano dietro al “No comment”, mentre sui canali Telegram russi si susseguono oramai da tre giorni notizie su un imminente scambio di prigionieri tra Russia e Occidente su larga scala.
Se le indiscrezioni fossero confermate, si tratterebbe di uno scambio storico per numeri e portata geografica: coinvolgerebbe più Paesi e almeno 10 detenuti politici russi o, stando ad alcune fonti, addirittura “venti o trenta”. Ma alcuni attivisti invitano alla cautela: in passato accordi simili, compreso quello che avrebbe dovuto garantire la libertà dell’oppositore Aleksej Navalny poi morto in carcere, sono saltati all’ultimo minuto. C’è anche chi teme che sia tutto uno stratagemma del Cremlino per gettare fumo negli occhi. Ecco, di seguito, tutti gli indizi che sembrano corroborare le indiscrezioni.
L’ipotesi di un mega-scambio si è fatta strada già martedì quando gli avvocati di diversi prigionieri politici hanno denunciato di non riuscire più a mettersi in contatto con i loro assistiti o di avere appreso di un loro trasferimento improvviso verso destinazioni sconosciute. Inizialmente si era pensato a un trasferimento da una colonia penale all’altra, come spesso accade, ma quando i detenuti che mancavano all’appello hanno sfiorato la decina, in tanti hanno ipotizzato che dietro all’inconsueto trasferimento in simultanea di così tanti prigionieri da carceri diverse, in regioni diverse, ci fosse dell’altro.
A mancare all’appello sono al momento: l’oppositore Ilja Jashin, l’oppositore Vladimir Kara-Murza, il cofondatore dell’ong Nobel per la pace Memorial, Oleg Orlov, l’artista Aleksandra Skochilenko, l’ex capa del quartier generale di Aleksej Navalny a Ufa Lilia Chanysheva, l’ex capa del quartier generale di Aleksej Navalny a Tomsk Ksenia Fadeeva, il cittadino russo-tedesco Kevin Lik, il cittadino statunitense Paul Whelan. Inizialmente si era fatto anche il nome dell’artista Daniil Krinari e della giornalista Maria Ponomarenko, ma sarebbero stati in seguito rintracciati. L’avvocato del reporter Evan Gershkovich non ha voluto fornire notizie, ma secondo diverse fonti - non ultima Fox News - anche il giornalista del Wall Street Journal sarebbe compreso nello scambio. Secondo una fonte del giornalista Pjotr Kozlov, la Russia si starebbe preparando a liberare tra 20 e 30 prigionieri politici e giornalisti.
“Conosco più persone di quelle già menzionate pubblicamente. La mia stima è che Mosca estraderà circa 20-30 persone in Occidente”, ha detto la fonte dietro anonimato precisando che la lista includerebbe ex collaboratori di Navalny, russi incarcerati per aver criticato il conflitto in Ucraina, cittadini statunitensi, nonché i dissidenti di spicco Kara-Murza e Jashin e il giornalista Gershkovich. Le autorità hanno compiuto “grandi sforzi per mantenere le informazioni all’interno della Russia il più segrete possibile fino all’ultimo momento”.
I decreti secretati e i voli presidenziali - Il sito investigativo Istories ha scovato sette ordini esecutivi secretati firmati il 30 luglio dal presidente russo Vladimir Putin, con numeri compresi tra 636 e 642, e ricordato che anche il contenuto dei decreti sulla grazia di prigionieri di guerra o di 52 donne rilasciate in occasione della Festa della donna era stato classificato. Mentre il media indipendente Agentsvo ha notato che negli ultimi cinque giorni otto aerei della flotta speciale Rossija al servizio dell’amministrazione presidenziale sono decollati dalle regioni in cui erano detenuti i prigionieri “scomparsi”.
Alle 7.35 un An-148 del distaccamento presidenziale Rossija con numero di coda RA-61727 e 35 posti a bordo, che si presume sia al servizio dell’Fsb, è decollato dall’aeroporto Vnukovo di Mosca ed è atterrato a Kaliningrad. Aerei An-148 - nota Agentsvo - sono stati usati per i precedenti scambi di Viktor But, Konstantin Jaroshenko e Nadezhda Savchenko.
La grazia al tedesco condannato a morte in Bielorussia - Martedì l’alleato bielorusso di Vladimir Putin, Aleksandr Lukashenko, ha graziato a sorpresa il cittadino tedesco Rico Krieger che era stato condannato a morte in Bielorussia appena dieci giorni prima. Notizia che ha subito fatto pensare che Putin in cambio potesse ottenere l’agognato rilascio del “killer del tiergarten” Vadim Krasikov, ex ufficiale dell’Fsb che sta scontando l’ergastolo in Germania per l’uccisione del comandante ceceno di origine georgiana Zelimkhan Khangoshvili. La Germania però sarebbe stata colta alla sprovvista dalla velocità con cui Lukasheko ha graziato Krieger. Starebbe ora provvedendo al rilascio e al trasporto di Krieger. C’è chi osserva che un aereo dell’aeronautica tedesca è decollato da Berlino e atterrato poche ore dopo a Dubai per poi ripartire.
Rilasciata una coppia di spie in Slovenia - Ieri la Slovenia ha invece condannato al carcere per spionaggio la coppia di spie Artjom e Anna Dultsev, ma poi a sorpresa ne ha immediatamente ordinato l’espulsione. Il canale televisivo “N1 Slovenija” ha poi scritto di avere appreso da “fonti attendibili” che i due avrebbero fatto parte di uno scambio tra Stati Uniti, Germania, Russia e Bielorussia, programmato “nelle prossime ore” che avrebbe dovuto includere anche il reporter statunitense Evan Gershkovich detenuto in Russia.
I detenuti Usa candidati per uno scambio - Contemporaneamente dal database dell’Ufficio Federale delle Prigioni sono scomparsi i dati di almeno quattro russi condannati negli Stati Uniti: Vladislav Kljushin, sviluppatore di un sistema di monitoraggio dei media per il Cremlino, Aleksandr Vinnik, riciclatore di denaro attraverso lo scambio di criptovalute BTC-e, Maksim Marchenko, esportazione di prodotti a duplice uso aggirando le sanzioni, Vadim Konoshchenok, presunto ufficiale dell’Fsb colpevole di contrabbando di prodotti militari. La Russia potrebbe essere interessata anche al rilascio dei criminali informatici Vladimir Dunaev e Roman Seleznev.
Lo scambio mancato di Navalny - Già dopo la morte in carcere di Aleksej Navalny, si era appreso dai suoi collaboratori e da un’inchiesta del Wall Street Journal che il presidente statunitense Joe Biden e il cancelliere tedesco Olaf Scholz avevano discusso il possibile rilascio dell’oppositore in cambio della scarcerazione di Krasikov. A metà luglio l’ex direttore di Novaja Gazeta e Nobel per la pace Dmitrij Muratov aveva lanciato un appello ai leder stranieri chiedendo aiuto per ottenere lo scambio di 11 prigionieri politici, di cui sei oggi risultano “scomparsi”. L’inconsueta velocità del processo Gershkovich che, alla terza udienza, in appena un mese e mezzo, aveva portato alla sua condanna a 16 anni di carcere per spionaggio, aveva poi fatto pensare che uno scambio fosse imminente.
I precedenti - L’ultimo scambio di prigionieri tra Russia e Stati Uniti risale al dicembre 2022, quando la star del basket statunitense Brittney Griner fu liberata in cambio del famigerato trafficante d’armi Viktor But detenuto negli Usa da 12 anni. Se confermato, l’imminente scambio sarebbe il più grande dal 2010, quando Washington rilasciò 10 spie russe che vivevano sotto copertura negli Stati Uniti per la scarcerazione di quattro cittadini detenuti in Russia.










