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di Aldo Grasso

Corriere della Sera, 22 luglio 2025

La docu-serie “Le prigioni oscure” (Sky Crime) racconta i centri di detenzione più famigerati. Ed è un invito a riflettere sul sistema italiano. Sono anni che il presidente Sergio Mattarella predica nel deserto sull’inciviltà delle carceri italiane: “Il sovraffollamento è insostenibile, i luoghi di detenzione non devono trasformarsi in palestra per nuovi reati, i suicidi sono un’emergenza sociale”. È da poco che il presidente Donald Trump ha voluto Alligator Alcatraz, un abominevole nuovo centro di detenzione per migranti irregolari (in attesa di espulsione), costruito in solo otto giorni nella regione paludosa delle Everglades, in Florida. Il nome della struttura allude sia alla fauna locale composta da pericolosi rettili (alligatori e pitoni) sia al nome dell’ex penitenziario federale di massima sicurezza di Alcatraz (questo è Trump!).

Non solo per questa diversa visione sul ruolo della detenzione, ma si prova davvero paura nell’intraprendere questo viaggio all’interno delle carceri più temute e famigerate del mondo: Le prigioni oscure (Sky Crime). La docu-serie in dodici episodi è una sorta di viaggio nell’orrore: le celle di Alcatraz, dove regnò il celebre gangster Al Capone (e non sempre c’è Clint Eastwood a tentare la fuga); le terribili prigioni di San Quintino, che imprigionarono il controverso Charles Manson; le mura d’acciaio di ADX Florence, dove risiede al momento Joaquín El Chapo Guzmán, il criminale più ricercato al mondo.

Ogni episodio porta alla luce i segreti di queste strutture, raccontando storie di potere, miseria e icone criminali che hanno segnato la storia di queste carceri. Un viaggio claustrofobico e coinvolgente che illumina un mondo nascosto, fatto di sopravvivenza e storie da incubo. Ecco, la visione di questa docu-serie dovrebbe farci riflettere anche sul nostro sistema penitenziario: il dramma delle carceri italiane è una questione complessa, caratterizzata da sovraffollamento, condizioni di detenzione spesso precarie e ripercussioni sulla salute psicologica di detenuti e agenti di polizia penitenziaria. L’epidemia di suicidi in carcere sembra non arrestarsi: 85, 70, 91, negli ultimi tre anni; e in questo 2025 ne sono già stati accertati 35 a evidenziare ulteriormente le criticità del sistema carcerario.