sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

informacalabria.it, 15 giugno 2025

L’iniziativa offrirà ai detenuti un’opportunità di rieducazione e reinserimento sociale, attraverso l’attività fisica e percorsi formativi. “Un’opportunità concreta per riscoprire, attraverso l’attività sportiva, i valori positivi: rispetto delle regole, collaborazione, impegno e resilienza. Su questo principio è partito ufficialmente il progetto “Sport di tutti - Carceri” presso la casa circondariale di Vibo Valentia (diretta da Angela Marcello) con la Asd Libertas Serra San Bruno che, in collaborazione con altre associazioni sportive dilettantistiche, di promozione sociale e di volontariato della provincia di Vibo Valentia, hanno avviato il progetto nel mese di maggio per alcuni detenuti, “maschi e adulti”, della casa circondariale”.

È ciò che si legge in una nota pubblicata da Francesco De Caria, presidente della Libertas Serra San Bruno e manager sportivo affermato a livello nazionale, sui propri social. “Con il progetto “Sport di Tutti - Carceri”, promosso dal ministro per lo Sport e i Giovani per tramite del Dipartimento per lo Sport e realizzato in collaborazione con Sport e Salute, lo sport diventa strumento per creare, all’interno degli istituti penitenziari, momenti di aggregazione, abbattere le barriere, favorire la reintegrazione sociale e mezzo di rieducazione per la popolazione detenuta sia adulta sia minorile.

L’iniziativa si inserisce nell’àmbito delle attività previste dai protocolli d’intesa sottoscritti con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e con il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità e gli obiettivi principali sono creare un’alternativa concreta in cui lo sport aiuta i soggetti fragili a riscattarsi e a migliorare la propria salute psico-fisica, creando un ponte tra carcere e società attraverso attività sportive e programmi di reintegrazione e inclusione”.

Le attività e le opportunità formative - Il progetto, a Vibo Valentia, “prevede lo svolgimento delle discipline di calcio, karate e fitness, a cura di Bruno Nardo, ormai al suo quarto progetto all’interno della casa circondariale, e di Elia Donato con il tecnico Antonio Facciolo. Prevista, anche, un’attività di formazione che permetterà ai partecipanti di diventare personal trainer e che sarà gestita dai formatori del Centro Nazionale Sportivo Libertas Aps, oltre che corsi di Blsd (corsi di primo soccorso con utilizzo di defibrillatori) a cura della Prociv Augustus Vibo Valentia e da attività integrative con vari professionisti (nutrizionisti, psicologi, etc.)”.

Le dichiarazioni della direttrice e del presidente Libertas - “Sin da subito abbiamo dato disponibilità e collaborazione per l’ottima riuscita di questo progetto - dichiara Angela Marcello - perché rappresenta un indubbio percorso educante che permette a queste persone di mettersi in gioco. La casa circondariale è aperta ad iniziative similari”.

“Il progetto rappresenta una grande opportunità per il reintegro nella società civile dei detenuti - afferma Francesco De Caria - ed abbiamo voluto fortemente attivarlo insieme ad altri enti che sono Asd San Bruno, Asd Shanti 1985, Il Centro Regionale Sportivo Libertas Calabria e la Prociv Augustus Vibo Valentia. Spesso si tende a giudicare con troppa superficialità i detenuti che hanno sbagliato nelle loro vite - prosegue Francesco De Caria - ma è importante ridare loro il senso di quello che è bene e il valore delle norme anche attraverso lo sport”. “Un ringraziamento speciale - conclude il testo - è stato espresso anche alla dottoressa Marcello, alla dottoressa Lagana ed alla dottoressa Carone, che con tutto il personale della Polizia penitenziaria sostengono le attività del progetto”.