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di Benedetta Centin


Corriere del Veneto, 8 gennaio 2021

 

Ventotto positivi ieri mattina, 33 nel pomeriggio dopo il tampone molecolare. Sono i detenuti (su 390) contagiati dal coronavirus e isolati in una sezione del carcere "Filippo del Papa". Il bilancio è quello reso noto ieri dal direttore reggente della struttura, Fabrizio Cacciabue, che spiega anche come "al momento solo due presentano sintomi più gravi e vengono sottoposti ad apposita terapia nella casa circondariale". Se invece le condizioni si complicassero potrebbe essere disposto per i due il trasferimento in ospedale.

Lo stesso Cacciabue assicura "il rispetto dei protocolli previsti anche per il personale che opera con tutti i dispositivi di protezione individuale previsti e forniti dall'amministrazione". Gli agenti di polizia penitenziaria operano infatti con camici monouso, copri-scarpe, guanti, visiera e ogni presidio necessario per evitare contagi. "Operiamo con tutte le accortezze come in ospedale, non c'è preoccupazione per la gestione di questi detenuti che sono stati confinati fa sapere il comandante della penitenziaria al San Pio X, Giuseppe Testa - la situazione tra qualche settimana verrà superata".

Ad oggi sono due gli agenti positivi al tampone ma per mansione "non sono a contatto con i detenuti e risulta che abbiano contratto il virus fuori dal carcere, quando erano in ferie" fa sapere ancora Testa. Non possono quindi aggiungersi ai positivi registrati fino a ieri pomeriggio nella struttura di reclusione e cioè 33. Cinque di questi in particolare - gli ultimi risultati positivi al tampone molecolare - erano tra i 19 che avevano avuto contatti ravvicinati con i primi 28 contagiati ma ciò nonostante erano risultati negativi. Per precauzione, così come ha spiegato Cacciabue, tutti i quarantasette detenuti sono stati isolati dalla restante popolazione carceraria in una sezione del penitenziario, e a loro volta divisi tra quelli positivi e non. Erano quindi stati avviati i protocolli sanitari tra il personale di sorveglianza, mantenendo un continuo contatto con l'azienda sanitaria locale.