di Raffaella Ianuale
Il Gazzettino, 27 novembre 2019
"Sono arrivati i 416 bis e altri ancora ne arriveranno, questo prevede un aggravio di lavoro e noi cercheremo di garantire un servizio d'ordine come è nostro dovere fare. Era da mesi che si parlava di questa situazione e ora è diventata realtà".
Fabrizio Cacciabue, direttore a scavalco del carcere Filippo del Papa di Vicenza se proprio deve trovare un lato positivo nell'arrivo dei detenuti per mafia lo ravvisa nel fatto che "evidentemente ci considerano all'altezza e si fidano", consapevole comunque che per fare questo salto di qualità il carcere va potenziato di uomini e mezzi e soprattutto deve avere un direttore in pianta stabile. Perché il carcere di Vicenza sta diventando un caso finito sul tavolo del comitato per la sicurezza e anche in parlamento attraverso l'interrogazione dell'onorevole di Fratelli d'Italia Maria Cristina Caretta.
Qui sono già arrivati sessanta detenuti accusati di associazione a delinquere, altri quaranta ne arriveranno a breve e la prospettiva è che alla fine dei trasferimenti possano diventare duecento. "Confermo, evidentemente c'è una ridistribuzione dei detenuti di alta sicurezza e stanno deflazionando altri istituti portando i detenuti da noi. In previsione già questa estate ci avevano potenziato dandoci trenta nuove unità - spiega Cacciabue - e ci hanno garantito che arriveranno ulteriori rinforzi, ma sinceramente non so quando e anche il problema del direttore appena possibile verrà risolto".
L'"appena possibile" si lega al fatto che attualmente di direttori di carcere disponibili non ce ne sono. Fabrizio Cacciabue è stato per anni il direttore del carcere di Vicenza, ma dopo il suo trasferimento alla casa circondariale di Padova riesce a garantire la sua presenza al Filippo del Papa per un paio di giorni alla settimana.
"Il bando di concorso per ricoprire questo ruolo è già stato bandito, poi per una serie di problemi burocratici è stato rinviato. Comunque ora dovrebbe essere tutto a posto e prevede quarantacinque nuovi direttori di carcere - prosegue - quindi non appena ci saranno, sicuramente uno sarà destinato a Vicenza. Diventa fondamentale considerato che questo carcere è stato scelto per ospitare un elevato numero di detenuti soggetti al 416 bis".
Si tratta per la maggior parte di detenuti che hanno reati per mafia, ndrangheta, sacra corona unita e camorra. "Avere detenuti di questo tipo - continua il direttore - comporta responsabilità maggiori perché richiedono più attenzione, quindi confidiamo che arrivino le nuove unità". Una situazione che ha sollevato le preoccupazioni di tutte le sigle sindacali della polizia penitenziaria, a partire dall'Uspp, che hanno denunciato come l'affollamento del carcere, la carenza del personale e l'arrivo dei detenuti per mafia possano mettere a rischio la sicurezza.
Il deputato vicentino della Lega Erik Pretto, componente della Commissione parlamentare antimafia, ha intanto fatto un'interrogazione urgente sull'arrivo dei detenuti per mafia a Vicenza. "Inaccettabile - dice - ho depositato un'interrogazione parlamentare urgente al ministro della Giustizia per chiedere i motivi che hanno portato alla scelta di destinarli alla nostra regione, nonostante le già precarie condizioni legate alle infiltrazioni della criminalità organizzata in questo territorio".










