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di Pio Brotto

 

Il Gazzettino, 18 marzo 2015

 

"Accanto all'educazione al sapere, si collocherebbe l'educazione alla legalità poiché oggi più che mai le regole e le norme sociali fanno parte del nostro bisogno di apprendimento". È una delle tante considerazioni per cui è stata voluta la presenza del criminologo Alessia Milani in 25 classi, nelle quarte e quinte elementari e seconde e terze medie dell'Istituto comprensivo.

Si tratta di uno dei primi esempi nel Veneto, in un momento in cui la scuola è molto interessata a fenomeni comportamentali negativi quali il bullismo o altre forme di devianza. Il tutto è partito da un incontro tra Lino Bordignon, presidente dell'associazione "Le Giare", il dirigente scolastico Chiara Riello e la criminologa Alessia Milani.

"Per affrontare le spese, abbiamo presentato il progetto "Legal-mente" al Centro servizi per il volontariato - spiega Lino Bordignon - da cui abbiamo ottenuto un contributo, noi abbiamo messo la nostra parte e così siamo passati alla fase operativa". "La nostra scuola - aggiunge la preside Chiara Riello - non è diversa dalle altre scuole del Bassanese, ci sono situazioni buone, altre da correggere. Questo progetto di lotta al bullismo e alle devianze è ben strutturato, ci è piaciuto fin da subito, ma la scuola è alle prese con le ristrettezze economiche. Abbiamo però ottenuto la collaborazione anche dell'amministrazione comunale".

"Il mio progetto - spiega la Milani - si impegna a portare i detenuti nelle scuole, con il duplice scopo di far conoscere agli alunni certe realtà e certe tematiche e nello stesso tempo mettere in relazione i detenuti con il normale mondo esterno: vi assicuro che i risultati, in altre esperienze già collaudate, sono stati positivi per i due soggetti interessati".

Una ventina le classi interessate, con oltre 450 alunni, una quarantina di insegnanti impegnati in attività trasversali e il progetto si concluderà nei primi mesi del prossimo anno scolastico. "Con questa attività - conclude la dirigente Riello - vogliamo che i nostri ragazzi arrivino a formare un proprio pensiero critico promotore di azioni meditate e di una condotta pro-sociale. In questo nostro impegno è richiesta la collaborazione oltre dei ragazzi con i loro insegnanti, pure delle famiglie. I ragazzi sono entusiasti delle attività, sia perché partecipano attivamente, sia perché sperimentano pratiche di simulazione e di riflessione".