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di Francesco Brun

Corriere del Veneto, 6 novembre 2026

I consiglieri del Partito democratico Chiara Luisetto e Antonio Dalla Pozza hanno visitato la struttura di via della Scola, evidenziando le criticità. “La situazione della popolazione carceraria al Del Papa è ulteriormente peggiorata - spiegano -: dai circa 365 detenuti ospitati lo scorso anno, il numero sfiora le 400 presenze, a fronte di una capienza di 270 posti. A questo si accompagna una forte criticità legata agli organici: sulla carta sono previsti 180 agenti penitenziari, già insufficienti, ma quelli effettivamente operativi sono ridotti a circa 140. E in più si aggiunge una grave carenza di educatori che da tempo denunciamo”. Tutto questo, proseguono i consiglieri, in un contesto nel quale non è irrilevante la presenza di detenuti con fragilità psichiatriche e dipendenze.

“Appare particolarmente delicata la gestione delle patologie psichiatriche di cui soffrono 72 detenuti certificati - proseguono Luisetto e Dalla Pozza - su una più ampia popolazione carceraria con disturbi non diagnosticati. L’aumento dei numeri all’interno della struttura penitenziaria è alimentato anche da interpretazioni normative più restrittive e da un approccio che confonde sempre di più il concetto di giustizia con quello di giustizialismo, riducendo al minimo l’utilizzo delle misure alternative anche quando sarebbero appropriate”.

Presente alla visita in carcere anche il consigliere regionale di Forza Italia Jacopo Maltauro. “Il governo, attraverso il ministero della Giustizia, è impegnato nel rafforzamento della polizia penitenziaria, come dimostra, da ultimo, l’avvio nel 2026 di un concorso per l’assunzione di 3.350 allievi agenti - le sue parole -. Accanto a ciò, non dobbiamo dimenticare la funzione rieducativa della pena, sancita dalla nostra Costituzione. La presenza di circa venti giovani detenuti rende ancora più importante promuovere percorsi di formazione e reinserimento, offrendo loro concrete opportunità per costruire un futuro diverso”.

Negli scorsi giorni, un drone professionale, guidato ad almeno un chilometro di distanza e pronto a consegnare il carico di droga e smartphone oltre le mura della casa circondariale Del Papa (malgrado le reti esterne anti-drone), è a stato intercettato e abbattuto dalla polizia penitenziaria. Qualche giorno dopo, un blitz della polizia penitenziaria ha portato alla luce tre telefoni cellulari, nascosti con estrema cura tra le cuciture dei vestiti di due detenuti e in un’area comune.