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di Roberto Cervellin

 

Il Gazzettino, 5 marzo 2015

 

Don Luigi Maistrello si sofferma sull'affollamento insostenibile della struttura: "Si rischia di mancare l'obiettivo rieducazione".

"In queste condizioni, il carcere rischia di diventare più una palestra di criminalità che una forma di rieducazione". Che la casa circondariale di Vicenza soffrisse di sovraffollamento è noto. Ma se a segnalarlo, con toni accesi, è il cappellano don Luigi Maistrello, dimostra che la situazione è ormai insostenibile.

Se n'è parlato nel quartiere dei Ferrovieri in occasione di un incontro nella sala parrocchiale, a cui ha preso parte, oltre a don Maistrello, il professor Luciano Carpo dell'Ufficio Migrantes della Diocesi. I dati parlano chiaro. A fronte di una capienza di 136 posti, nel carcere di San Pio X è stata riscontrata una presenza di 331 detenuti. Il triplo di quelli previsti.

"E l'84% sono migranti", ha detto Carpo, ricordando che l'ufficio pastorale ha avviato un percorso di educazione civica destinato alla reintegrazione di chi ha terminato di scontare la pena. "È fondamentale - ha aggiunto il cappellano - trovare altre forme di recupero, che permettano alle persone che hanno sbagliato di essere reinserite in maniera efficace nella società e le aiutino a non commettere più errori".