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di Claudia Milani Vicenzi

ilgiornaledivicenza.it, 19 novembre 2024

Si va verso l’apertura di una sede esterna che potrà dare lavoro sia a ex detenuti sia a persone in semi-libertà. Un nuovo laboratorio per aumentare la produzione, far fronte alle richieste di prodotti e garantire più posti di lavoro. Un obiettivo che sta prendendo forma, un legame tra il carcere e il “mondo esterno” sempre più forte. Si tratta di “Libere golosità” che punta a espandersi e a crescere “perché non parliamo solo di numeri, ma delle vite e destini di persone che insieme abbiamo il potere di cambiare”.

“Immagina di svegliarti ogni giorno nello stesso spazio ristretto, circondato da mura che confinano il tuo corpo e il tuo pensiero. Immagina di vivere in un mondo in cui ogni piccola libertà è un lusso che non ti appartiene più. Ora, immagina un luogo in cui queste mura diventano un ponte verso un nuovo e vero inizio. Dove l’arte della pasticceria si trasforma in uno strumento di emancipazione e riscatto. Questo luogo esiste e questo è il laboratorio di pasticceria artigianale di Libere golosità”. Sono queste le parole con cui la cooperativa sociale il Gabbiano 2.0 illustra un progetto decollato nel 2019 e che, adesso, sarà appunto ulteriormente ampliato offrendo un’occasione sia a chi è in semi-libertà sia a chi, dopo aver scontato la propria pena, deve affrontare il “dopo”. Un momento, quello del reinserimento sociale, che spesso non è affatto facile.

“La visione è chiara: offrire continuità lavorativa a coloro che escono dal carcere affinché la libertà non sia un traguardo, ma un autentico nuovo inizio - ha spiegato Luca Sinigallia, presidente di Gabbiano 2.0 -. Lo scorso giugno abbiamo dunque acquistato lo stabile, un ex laboratorio orafo in strada dei Molini, a Vicenza. Una sede che, naturalmente, dovrà essere sistemata e richiederà numerosi interventi, dall’acquisto di una nuova caldaia all’installazione dei pannelli fotovoltaici: lavori per i quali abbiamo fatto domanda di finanziamenti. Non solo, il nostro obiettivo è di acquistare un grande forno rotativo che ci permetterebbe di aumentare in modo considerevole la produzione”.

Il forno ha un costo di ventimila euro: diecimila sono stati raccolti e, per riuscire a raggiungere la cifra necessaria, proprio in questi giorni ha preso il via un crowdfunding e collegandosi alla pagina eppela.vom/liberegolosita sarà possibile dare il proprio contributo. “Nel laboratorio ci sono cinque detenuti che lavorano in modo continuativo; nei periodi di maggior produzione, come Pasqua e Natale, si organizzano turni e si riesce a impiegare il doppio di personale. Dobbiamo fare i conti però con spazi ridotti. Non solo: per questioni organizzative la produzione attualmente è limitata a prodotti che durino più giorni - ha spiegato il presidente -. Con il nuovo laboratorio daremo lavoro a più persone e amplieremo la produzione, penso per esempio al pane. Non solo: nei periodi di punta sarà possibile soddisfare tutte le richieste. Oggi come oggi siamo invece costretti a rifiutare ordinativi”.

E per quanto riguarda i tempi? “Fare delle previsioni non è facile - ha considerato ancora Sinigallia. Perché tutto dipenderà da quando arriveranno i finanziamenti. Se tutto filerà liscio si potrebbe ipotizzare l’apertura già in tarda primavera, inizio estate. Altrimenti si slitterà di qualche mese”.

Gabbiano 2.0 è attiva anche su altri fronti: all’interno della casa circondariale gestisce infatti non solo “Libere Golosità” ma anche un laboratorio per attività di assemblaggio conto terzi. “Estendiamo la nostra azione anche al di fuori delle mura carcerarie, fornendo ad enti pubblici e clienti privati servizi di manutenzione del verde, custodi di parchi, pulizia e sanificazione - hanno spiegato - Gestiamo inoltre altri tre laboratori esterni specializzati in assemblaggio, confezionamento e controllo qualità, creando opportunità lavorative e percorsi occupazionali che promuovono lo sviluppo di competenze professionali”.