di Barbara Todesco
Corriere del Veneto, 5 ottobre 2024
Aperta un’inchiesta sulle cause, probabile suicidio. Recluso in carcere con l’accusa di stalking dopo che per giorni aveva perseguitato una ragazzina con cui aveva avuto una breve relazione, inondandola di telefonate piene di insulti e minacce. “Se ti trovo te la faccio pagare” aveva continuato a ripetere per giorni alla sua giovanissima ex, che non aveva mai trovato la forza di denunciare le angherie a cui era sottoposta da quando la loro storia era finita. L’aveva “bombardata” di telefonate per giorni, minacciando lei e la sua famiglia. Fino allo scorso lunedì quando qualcosa è cambiato: l’uomo l’aveva raggiunta e fermata alla stazione dei treni di Bassano arrivando a sputarle in faccia. Solo l’intervento di un passante è riuscito a metterlo in fuga, consentendo alla ragazzina di rifugiarsi a casa.
Per il suo persecutore, però, non era ancora abbastanza. E nel giro di pochi minuti ha ricominciato con le telefonate e le minacce tanto da arrivare a convincerla che era arrivato il momento di chiedere aiuto alla polizia. Quando gli agenti del commissariato sono arrivati, hanno trovato il ventiquattrenne che gironzolava attorno alla casa della ragazza in sella alla sua bicicletta. Fermato, dopo un tentativo di fuga, è stato accompagnato al commissariato, dove è dato subito in escandescenze. Per questo era finito dietro le sbarre. Pochi giorni dopo il tragico epilogo per questo ragazzo già con precedenti specifici.
Con la morte del ventiquattrenne salgono così a nove i decessi avvenuti in cella della nostra Regione dall’inizio dell’anno. Il detenuto che si è tolto la vita nelle scorse ore al Del Papa, con i suoi 24 anni, è la vittima più giovane. Nei primi nove mesi di questo 2024, stando al triste conto tenuto dall’associazione “Ristretti Orizzonti” sono state 74 le vittime dietro le sbarre. Già 4 in più rispetto all’intero 2023.
Quella delle morti in prigione nel corso degli anni è diventata una vera e propria emergenza. Sovraffollamento, carenza di supporto psicologico e in alcuni casi anche medico sono solo due delle principali cause di un fenomeno in continuo aumento. “Da parte mia non posso che esprimere la piena solidarietà ai famigliari dell’ennesima vittima delle nostre prigioni”, ha commentato Leo Angiulli, segretario nazionale dell’Unione Sindacale di Polizia Penitenziaria che ha sottolineato come di frequente, anche quest’anno, gli agenti siani riusciti a sventare molteplici tentativi di suicidio. “Da parte nostra c’è il massimo impegno a garantire l’incolumità dei detenuti - sottolinea - e spesso anche a rischio della nostra stessa salute: accade di frequente, infatti, che per prestare soccorso ad un carcerato che minaccia di compiere un gesto estremo i nostri agenti diventino essi stessi vittime di aggressioni personali”. “Le visite ricevute nei mesi scorsi da Papa Francesco, che nei suoi viaggi in Veneto ha portato la propria vicinanza ai carcerati di Venezia e Verona - continua Angiulli - dovrebbero essere d’esempio anche al mondo della politica, che dovrebbe impegnarsi in prima linea per risolvere il primo problema del nostro sistema penitenziario: quello del sovraffollamento. I nostri penitenziari - conclude - dovrebbero essere palazzi di vetro, solo così forse si potrebbero comprender davvero le difficoltà oggettive che i nostri agenti affrontano ogni giorno”.











